giovedì 18 giugno 2015

Sentiero Tracciolino di Sant'Elia


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Il bisogno di solitudine ed il piacere di osservare la natura mi inducono a praticare l'escursionismo in solitaria.
Ciononostante, quando mi trovo difronte a certi panorami, mi rammarica non poterne condividere l'ammirazione con i miei cari. Le fotografie, i video e le descrizioni degli itinerari sono un modo di rendere partecipi quegli amici che, vivendo lontano, non posso condurre sui miei percorsi escursionistici preferiti.

Sant'Elia è un rilievo situato sul territorio del comune di Palmi (RC) che affaccia sul mar Tirreno meridionale.
Ero incerto se classificarlo come "montagna" o come "collina", finché non mi sono casualmente imbattuto in un post di Passione Montagna:
Parlando di montagna spesso si crea confusione altimetrica ... bassa montagna circa dai 600 ai 1200 mt; media montagna dai 1200 mt ai 2500 mt, più su è alta montagna. [fonte]

Dato che il punto più alto che ho rilevato tramite il GPS del mio smartphone è 615 slm, stando alla definizione fornita da Passione Montagna, Sant'Elia corrisponde ad una bassa montagna. Tuttavia, a differenza delle montagne dell'entroterra, spicca sul mare ed è quindi apprezzabile nella sua altezza integrale.


"Tracciolino" è il nome di un sentiero ad anello interposto lungo il versante di Sant'Elia.

Le isoipse evidenziano il brusco pendio sul mare.


[Percorso tracciato tramite l'applicazione Runtastic]

Dal Tracciolino si scorge un panorama incantevole: l'estremità meridionale della Calabria, lo stretto di Messina, la costa orientale della Sicilia, l'Etna e l'arcipelago delle Eolie.

Per ammirare meglio il panorama è consigliabile recarsi sul Tracciolino nelle ore mattutine, quando il sole essendo alle spalle non abbaglia. Le migliori condizioni di visibilità si presentano in seguito al passaggio del Maestrale, un vento freddo che rende l'aria nitida ripulendola dall'umidità prodotta dall'evaporazione del mare.

Il sentiero è lungo circa 7 chilometri; è scosceso (il dislivello è di 330 metri, dato che la partenza e l'arrivo coincidono, la discesa e la salita si equivalgono); in alcuni tratti è accidentato (terreno sdrucciolevole e macigni che sbarrano il tragitto); in alcuni tratti la pendenza del versante è tale da formare precipizi (perciò non è adatto a chi soffre di vertigini); lo si percorre in circa tre ore a passo lento, incluse un paio di soste brevi.

Il Tracciolino è un luogo a cui sono sentimentalmente legato. È la terra alla quale sento di appartenere. Sovente trascorro ore solitarie seduto su una rupe a contemplare il panorama. È il posto in cui mi rifugio quando ho bisogno di silenzio e di isolamento dalla società.

L'Itinerario inizia alle Tre Croci di Sant'Elia, che ho contrassegnato qui su Google Maps. Il sentiero si imbocca scendendo le scale dirimpetto alle croci, come indica la freccia verde, e raggiungendo la staccionata indicata dalla freccia blu.


Le Tre Croci corrispondono alla quota più alta. Da qui il percorso si snoda in ripida discesa formando una serie di tornanti fino a giungere a livello del centro urbano. La staccionata continua fino al termine della discesa, quindi basta seguirla senza pericolo di smarrirsi.


Palmi vista da questo tratto del sentiero.


Giunti nei pressi del centro urbano si incontra questo fabbricato dal cui interno proviene un rumore di pompe idrauliche, quindi suppongo contenga le pompe dell'acquedotto di Palmi. Ovviamente non entrateci, si procede svoltando a sinistra.


Il sentiero si allarga a dimensione di carreggiata per i successivi due tornanti, presumibilmente per consentire agli idraulici municipali di arrivare in macchina alle pompe dell'acquedotto. Le impronte di pneumatici confermano il transito di autovetture.
Come detto, la staccionata termina alla fine della discesa. Svoltando a destra si giunge in paese, il sentiero prosegue invece verso sinistra.


Poco più avanti si incontra un cumulo di massi franati. Da qui il sentiero torna nuovamente a restringersi e ad essere inaccessibile alle auto. Questo tratto pianeggiante è il più basso del percorso (340 slm secondo il GPS), seguirà una lunga risalita di lieve pendenza.


Inizia il panorama sul mare. La terra che si avvista in lontananza, in direzione Sud-Ovest, è la Sicilia. Si noti anche la forte pendenza del versante di Sant'Elia.


In direzione Nord-Ovest, nelle immediate vicinanze, si vede la spiaggia detta "Marinella", la relativa scogliera e l'anfiteatro situato in cima alla falesia.


In questa zona l'ambiente diventa prevalentemente roccioso.
Le reti di contenimento frane sono state apposte in seguito alla caduta di un grosso masso che ruzzolando giù ha accartocciato un'autovettura e sfondato la strada della Marinella in due punti, come mostrano le foto pubblicate da Rockfall blog.


Il sentiero prosegue serpeggiando sull'orlo del dirupo.


Fotografia scattata sporgendosi dal dirupo, l'altitudine qui è poco più di 340 slm, sconsiglio di tuffarsi.


La vetta di Sant'Elia (foto scattata in direzione opposta al senso di marcia).


Parete rocciosa con il sole che spunta quasi allo zenit.


L'estremità meridionale della Calabria e la Sicilia.


Ingrandimento sullo Stretto di Messina e sull'Etna innevato.


Sul litorale calabrese, Bagnara ed il ponte dell'autostrada.


Volgendo lo sguardo verso il basso si vede la scogliera.


Un autoscatto (mi rifiuto di usare il diffuso anglicismo "selfie" dato che esiste l'equivalente lemma italiano) che ho attualmente impostato come foto del profilo G+.


Qui si rischia di scivolare.


Poco più avanti c'è un masso da scavalcare.


Ho osservato che, sul Tracciolino, in Primavera la vegetazione prevalente è costituita da Felci, le quali soccomberanno in Estate cedendo spazio ad altre specie. Ho notato inoltre l'abbondante presenza di Finocchio selvatico, Origano, Rovo, Ginestra, Ortica ed altre piante spontanee della macchia mediterranea. Mi piacerebbe redigere un'erbario.

Il cammino procede tra le Felci, verso Bagnara.


Volgendo lo sguardo a monte si vede un'immensa distesa di Felci. Sono piante antichissime, fossili viventi, guardando un ambiente così abbondante di Felci si ha un'immagine di come doveva apparire la flora nell'era dei Dinosauri.


Il Tracciolino è un territorio antropizzato da costruzioni vetuste: resti di selciato, varie mura di contenimento, due ponti, tracce di antichi terrazzamenti, le rovine di un casolare.
Dalla presenza di terrazzamenti abbandonati desumo che questa fosse un'area adibita all'agricoltura. Suppongo inoltre che il sentiero fosse l'antica strada che congiungeva Palmi a Bagnara.
Mi sono recato in due diverse biblioteche comunali per reperire informazioni a riguardo, in particolare sono curioso di sapere a quale epoca risalgono. Purtroppo i bibliotecari non hanno saputo darmi alcuna indicazione.

Un muro di contenimento emerge parzialmente dalle Felci.


Un ponte, di fianco al quale scorre un rivolo (nascosto dalle Felci).


Superato il ponte il sentiero si inoltra in un fitto bosco.


Qualche centinaio di metri più avanti, il bosco è interrotto da una radura. In questa zona il pendio diventa declive.
Volgendo lo sguardo a monte si scorge una fila di Pini situati sulla cima, da lì passa il sentiero di ritorno.


La radura confina con un'altra porzione di bosco.


Il sentiero costeggia il secondo boschetto senza attraversarlo.


Le tracce di antichi terrazzamenti.


Volgendo lo sguardo verso il basso, sulla cima di un burrone sul mare si scorgono le rovine di un antico casolare, o forse, considerata la posizione, potrebbe essere stato un faro o una torretta di avvistamento navi.


Ingrandimento.


La falesia ed altre tracce di terrazzamenti. Si noti la vicinanza con Bagnara.


Il sentiero curva a gomito. Questa è la parte più a Sud e più vicina a Bagnara. Da qui in poi si ritorna verso Palmi.


La risalita diventa percettibile.


Un paio di tornanti più avanti è necessario prestare attenzione per accorgersi del bivio: nella curva a gomito da cui si scorge la ringhiera del parco Presenza (indicata dalla freccia blu), anziché girare a destra procedendo lungo il tratturo principale (che porta alla strada statale 18), svoltare a sinistra. Il sentiero che si imbocca è poco demarcato perché scarsamente battuto.


Per orientarsi in questo tratto si può fare riferimento ai due pali in lontananza (indicati dalle frecce blu) che bisogna raggiungere.


Voltandosi, questo è il panorama. Si notino i tornanti da cui si è provenuti.


Le sagome delle isole Eolie a malapena visibili a causa della foschia.


Il cammino volge al termine. La fila di Pini precedentemente osservata dal basso.


E con questo è tutto.

O quasi: durante l'escursione, oltre a fotografare ho anche filmato.



Se ti è piaciuto questo viaggio fotografico, vedi anche Escursione solitaria alle Cascate Galasia dell'Aspromonte.

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