giovedì 23 febbraio 2012

Crudeltà Animalista nella Letteratura e su Internet

Il Giorno, scritto da Giuseppe Parini nella seconda metà del '700, è un poemetto satirico sulla classe aristocratica. Il Vegetarianismo, in voga tra gli aristocratici dell'epoca, era considerato un vezzo vanaglorioso da Parini, dato il disprezzo che gli stessi aristocratici riservavano ai ceti inferiori. Nel poemetto, un personaggio vegetariano ed animalista, rammenta il giorno "funesto" in cui la sua cagnolina, la "vergine cuccia", morse il piede di un servitore, il quale in risposta la calciò via. Il servitore, sebbene lavorasse presso la famiglia da parecchi anni, fu punito con il licenziamento e mai più riassunto neanche dagli altri nobili, ai quali venne riferito del gesto "sacrilego" compiuto dal "villano". L'uomo fu perciò costretto all'indigenza, e nessun nobile si impietosiva vedendolo mendicare per strada con moglie e figli.


Or le sovviene il giorno,
ahi fero giorno! allor che la sua bella
vergine cuccia de le Grazie alunna,
giovenilmente vezzeggiando, il piede
villan del servo con l'eburneo dente
segnò di lieve nota: ed egli audace
con sacrilego piè lanciolla: e quella
tre volte rotolò; tre volte scosse
gli scompigliati peli, e da le molli
nari soffiò la polvere rodente.
Indi i gemiti alzando: aìta aìta
parea dicesse; e da le aurate volte
a lei l'impietosita Eco rispose:
e dagl'infimi chiostri i mesti servi
asceser tutti; e da le somme stanze
le damigelle pallide tremanti
precipitâro. Accorse ognuno; il volto
fu spruzzato d'essenze a la tua Dama;
ella rinvenne alfin: l'ira, il dolore
l'agitavano ancor; fulminei sguardi
gettò sul servo, e con languida voce
chiamò tre volte la sua cuccia: e questa
al sen le corse; in suo tenor vendetta
chieder sembrolle: e tu vendetta avesti,
vergine cuccia de le Grazie alunna.
L'empio servo tremò; con gli occhi al suolo
udì la sua condanna. A lui non valse
merito quadrilustre; a lui non valse
zelo d'arcani ufici; in van per lui
fu pregato e promesso; ei nudo andonne
dell'assisa spogliato ond'era un giorno
venerabile al vulgo. In van novello
signor sperò; ché le pietose dame
inorridîro, e del misfatto atroce
odiâr l'autore. Il misero si giacque
con la squallida prole, e con la nuda
consorte a lato, su la via spargendo
al passeggiere inutile lamento:
e tu vergine cuccia, idol placato
da le vittime umane, isti superba.

La Vergine Cuccia
[fonte]


Giorni nostri: un cane urina sui giornali di un'edicola e l'edicolante lo calcia via. Risultato: edicolante costretto a chiudere l'attività a causa delle angherie animaliste [si veda qui e qui].

Gli animalisti esultano e si compiacciono della vittoria ottenuta.


Di questa conversazione mi stupisce particolarmente l'uso del termine "giustizia".
Inoltre mi chiedo come mai nessuno abbia imputato al padrone la responsabilità di aver omesso di trattenere il cane al guinzaglio.


The Canterbury Tales, scritto da Geoffrey Chaucer verso la fine del 1300, narra di una monaca priora di estrazione aristocratica (era usanza aristocratica dell'epoca relegare i secondogeniti a vita ecclesiastica, in modo da impedire la frammentazione dell'eredità patrimoniale). Descritta come donna dai modi signorili (specie nel desinare), più dedita alla mondanità che all'ascetismo cristiano. Possedeva un rosario incastonato di gioielli vari, un oggetto di lusso piuttosto che di culto. Questo personaggio si compiaceva della propria bontà nell'alimentare i cani con cibo di qualità, anziché donarlo ai poveri. Vantava un animo talmente sensibile da piangere nel vedere un topo rinchiuso in una gabbietta.

She was so charitable and piteous
That she would weep if she but saw a mouse
Caught in a trap, though it were dead or bled.
She had some little dogs, too, that she fed
On roasted flesh, or milk and fine white bread.
But sore she'd weep if one of them were dead,
Or if men smote it with a rod to smart:
For pity ruled her, and her tender heart.

The Canterbury Tales (General Prologue)
[fonte]


Giorni nostri:

Si muore per inedia ma la malattia è causa di morte e di sofferenza anche peggiori.
Nel quadro dell'economia di libero mercato l'obiettivo è il profitto, perciò le case farmaceutiche non investono nella ricerca di cure per le malattie rare in quanto i costi supererebbero i ricavi. Il sostegno economico per questo tipo di ricerca deriva, quasi esclusivamente, dalle campagne di raccolta fondi, pertanto è particolarmente spregevole boicottarle.

Due post dello stesso utente a distanza di 29 minuti l'uno dall'altro:

L'organizzazione AgireOra è zelante nel boicottare Telethon, offrono persino il banner:



Dai brani citati, e da constatazioni personali, scorgo una relazione tra vita agiata e propensione all'animalismo. Evidentemente, l'emancipazione dalle esigenze primarie consente di potersi occupare di frivolezze. Ma principalmente, ciò che contraddistingue gli animalisti, è la più totale mancanza di empatia nei confronti della sofferenza umana.


Eraclito scrisse:
La malattia rende la salute piacevole e buona, la fame la sazietà, la fatica il riposo [fonte].

Questo è un aspetto della natura umana da tenere in considerazione, in altre parole non si può apprezzare pienamente l'importanza del benessere finché non manca.
L'origine del cinismo degli animalisti deriva probabilmente da qui: non avendo mai patito in prima persona, non riescono ad avvertire la sofferenza negli altri.

Senza Vergogna

Fino a pochi anni fa, il contegno personale preservava da simili esternazioni, perché comunemente riconosciute deprecabili. Ma oggi, coloro che considerano animali ed umani sullo stesso piano, millantano superiorità morale, persuasi dalla religione incombente, figlia del benessere occidentale, l'Antispecismo, corrente filosofica concepita per trasformare in dottrina “morale” la psicopatologia animalista, imponendone i dettami alla società.


La mancanza di empatia degli animalisti nei confronti dell'uomo dipende presumibilmente dall'incapacità di immedesimarsi nell'altro, come intuì Ernest Hemingway, che in Morte nel Pomeriggio ebbe a scrivere:
Secondo le mie osservazioni direi che la gente potrebbe venir divisa in due gruppi generali: coloro che, per usare un termine del gergo della psicologia, s'identificano con gli animali, vale a dire si pongono al loro posto, e coloro che si identificano con gli esseri umani. Io sono persuaso per esperienza e osservazione che coloro i quali si identificano con gli animali, vale a dire gli innamorati quasi professionisti di cani e altre bestie, sono capaci di una maggior crudeltà verso gli esseri umani, di coloro che stentano ad identificarsi con gli animali [fonte].

Da notare che, coerentemente con quanto osservato da Hemingway, la propaganda animalista punta molto sull'immedesimazione con gli animali (per altro erronea in quanto si attribuiscono agli animali peculiarità mentali umane, come ho spiegato nell'articolo intitolato Antropopsicismo).



Il pensiero comune degli animalisti, frequentemente espresso sui social network, è: «gli animali sono migliori dell'uomo». Ciò induce a ritenere che gli animalisti siano generalmente persone che compensano il bisogno d'affetto ripiegando sugli animali, giacché reduci da fallimenti nei rapporti umani: molto semplice ed immediato ricevere enfatiche manifestazioni d'affetto (le feste) da parte di un cane, molto più complicato conquistare l'approvazione ed instaurare relazioni con persone dotate di capacità di giudizio. Gli umani ti contraddicono, il cane mai, non puoi comandare una persona come fai con un cane, il cane si adatta sempre a te, fra persone invece è necessario adattarsi reciprocamente.

Un aforisma attribuito a George Eliot, citato acriticamente dagli stessi animalisti, recita:
Gli animali sono amici così simpatici, non fanno domande e non muovono critiche [fonte].


A riguardo, Konrad Lorenz, considerato il padre dell'Etologia, scrisse in E L'Uomo incontrò il Cane:
Tra gli amici dei cani vi sono anche coloro che cercano rifugio in un animale soltanto a causa di amare esperienze personali. Mi rattrista sempre sentire quella frase malvagia e totalmente falsa: «le bestie sono migliori degli uomini». Non lo sono affatto! […] il cane non conosce quel labirinto di obblighi morali, spesso in contrasto tra loro, che è proprio dell'uomo, non conosce, o soltanto in misura minima, il conflitto fra inclinazione e dovere, insomma tutto ciò che in noi poveri uomini crea la colpa. Anche il cane più federe è amorale, secondo il significato umano della responsabilità. Una chiara ed esatta conoscenza del comportamento sociale degli animali più evoluti non conduce, come molti credono, a ridurre le differenze fra uomo e animale, ma al contrario: soltanto un buon conoscitore del comportamento animale è in grado di valutare la posizione unica e più elevata che l'uomo occupa fra gli esseri viventi […] l'elemento essenzialmente umano, cioè quelle alte creazioni della ragione e dell'etica che non sono mai stati presenti nel regno animale […] Dire che gli animali sono migliori degli uomini è semplicemente una bestemmia; anche per la mente critica del naturalista, che non nomina con futile presunzione il nome di Dio, quella frase rappresenta un satanico rifiuto dell'evoluzione creativa del mondo degli organismi viventi. Purtroppo una schiera terribilmente numerosa di amici degli animali, ma soprattutto di coloro che li proteggono, insiste su questo punto di vista eticamente tanto pericoloso […] colui che, deluso e amareggiato dalle debolezze umane, toglie il suo amore all'umanità per darlo a un cane o o a un gatto, commette senza dubbio alcuno un grave peccato, vorrei dire un atto di ripugnante perversione sociale. L'odio per l'uomo e l'amore per le bestie sono una pessima combinazione [fonte].

martedì 21 febbraio 2012

Biologia dello Sviluppo - Parte I - le Uova


Spermatozoo


Per lo studio della Biologia dello Sviluppo, gli spermatozoi rivestono importanza marginale.
Le caratteristiche strutturali, comuni agli spermatozoi di diverse specie, sono:

  • Pronucleo Maschile, situato internamente.
  • Acrosmoma, situato anteriormente.
  • Flagello, situato posteriormente, peculiare dei Vertebrati.


Sebbene essenziale per la fecondazione, lo spermatozoo partecipa allo sviluppo embrionale esclusivamente attraverso il pronucleo maschile, pertanto non è in grado di condizionare le fasi successive alla fusione dei gameti.
Al contrario, le caratteristiche della cellula uovo determinano le modalità di sviluppo embrionale, perciò lo studio delle diverse tipologie di uova è di fondamentale per la Biologia dello Sviluppo.



Caratteristiche Generali dell'Uovo

Quando in Biologia si parla di uovo si intende ciò che nel linguaggio comune è chiamato "tuorlo".
La forma dell'ovocita è generalmente sferica e la sua caratteristica più importante è la polarità.
Durante la maturazione, l'uovo attraversa una fase detta vitellogenesi, nel corso della quale accumula materiale di riserva al suo interno, coadiuvato da cellule esterne.
Il materiale di riserva è denominato deutoplasma e comprende molecole di varia natura, fra cui una certa quantità di RNA che verrà utilizzato nelle fasi precoci dello sviluppo.
In una cellula uovo matura, la polarità consiste nella stratificazione del deutoplasma.
Si distinguono due poli: quello superiore è il polo animale, mentre quello inferiore è il polo vegetativo ("vegetativo" da non confondere con "vegetale").


La polarità è il progressivo aumento di densità, visibile come sfumatura. Il gradiente decorre in senso verticale, dal polo animale verso il polo vegetativo. Nei pressi del polo animale si accumula meno deutoplasma, viceversa nei pressi del polo vegetativo sedimenta la componente del deutoplasma a più elevato peso molecolare. I poli corrispondono dunque alle due estremità opposte del gradiente di deutoplasma.

Dal polo animale si originano le strutture del margine esterno dell'organismo, ossia:

  • Tegumento
  • Sistema Nervoso
  • Organi di Senso

Dal polo vegetativo,invece, si sviluppano tutte quelle strutture della via vegetativa, tra cui l'Apparato Digerente.

Gli ovociti si distinguono in quattro tipologie diverse, a seconda della quantità di deutoplasma che accumulano durante la vitellogenesi. La posizione del nucleo dipende dalla quantità di deutoplasma ed è quindi diversa nei differenti tipi di uovo.



Uovo Oligolecitico o Isolecitico


"Oligolecitico" è un termine di derivazione greca ed indica scarsa quantità di deutoplasma.
Il deutoplasma risulta uniformemente distribuito, ed in base a tale caratteristica l'uovo oligolecitico è anche detto "isolecitico". In questo tipo di uova il nucleo si posiziona al centro o lievemente sopra l'equatore, verso il polo animale.


I taxa che dispongono di questo uovo sono:

  • Urocordati
  • Cefalocordati
  • Mammiferi Metateri (marsupiali)
  • Mammiferi Euteri (placentari)

Mammiferi Metateri ed Euteri possiedono uova oligolecitiche secondarie. L'aggettivo "secondario" in Biologia indica che, il soggetto al quale è riferito, è pervenuto alla propria condizione attraverso un processo di differenziamento. Nel caso specifico delle uova dei Metateri ed Euteri, il deutoplasma viene inizialmente accumulato ma, nel corso del differenziamento, viene espulso, come conseguenza della viviparità.



Uovo Mesolecitico o Eterolecitico


"Meso-" significa "metà". Si tratta di uova che possiedono una media quantità di deutoplasma non distribuito uniformemente, perciò vengono anche dette "eterolecitiche".
La polarità è visibile: nei pressi del polo animale si nota la scarsa presenza di sferule di deutoplasma di piccole dimensioni, le quali aumentano progressivamente, sia di numero che di volume, verso il polo vegetativo. Inoltre, anche il peso molecolare dei materiali che costituiscono suddette sferule, aumenta progressivamente verso il polo vegetativo. Non vi è dunque una netta separazione ma una stratificazione secondo gradiente verticale.
Il nucleo si colloca nelle vicinanze del polo animale, ed è circondato da un particolare citoplasma, specificatamente denominato ooplasma.


I taxa che possiedono uova mesolecitiche sono:

  • Petromizonti (Ciclostomi)
  • Olostei (pesci ossei primitivi, per esempio l'Episosterus)
  • Condrostei (pesci ossei primitivi, tra cui lo Storione)
  • Anfibi



Uovo Telolecitico


Possiede una grande quantità di deutoplasma, tale da sollevare il nucleo al vertice del polo animale. Il nucleo, avvolto dal suo ooplasma, forma una nicchia posta al di sopra del deutoplasma, e prende il nome di disco embrionale.


I taxa che possiedono uova telolecitiche sono:

  • Mixinoidei (Ciclostomi)
  • Condroitti (pesci cartilaginei, per esempio lo squalo)
  • Sarcopterigi (pesci ossei attualmente rappresentati soltanto dai Dipnoi)
  • Teleostei (pesci ossei, contano il più alto numero di specie di Vertebrati)
  • Rettili
  • Uccelli
  • Mammiferi Prototeri (Mammiferi primitivi, come l'Echidna o l'Ornitorinco).

L'uovo telolecitico è dunque condiviso quasi dall'intero subphylum dei Vertebrati, dai Mixinoidei fino ai Mammiferi primitivi.



Uovo Centrolecitico


In queste uova, come suggerisce il nome, il deutoplasma è localizzato al centro dell'uovo e al suo interno si trova il nucleo, mentre l'ooplasma si estende intorno al deutoplasma.


Questo tipo di uova è tipico degli Insetti e dei Crostacei.



Involucri


La membrana cellulare dell'uovo si chiama oolemma.
Oltre all'oolemma troviamo altri involucri protettivi che si distinguono in:

  • Involucri primari: prodotti dall'uovo stesso.

  • Involucri secondari: prodotti da cellule follicolari all'interno dell'ovario.

  • Involucri terziari: prodotti dalle vie genitali durante l'avanzamento dell'uovo.

  • Involucri accessori: prodotti da ghiandole esterne alle vie genitali.

Il più comune di involucro primario è la membrana vitellina, mentre il più comune involucro secondario è noto come corion.
Generalmente le uova si fermano al secondo involucro, tuttavia alcune si dotano di un ulteriore strato. Si distinguono tre diverse tipologie di involucri terziari, che in ordine di deposizione sono:
  1. albume
  2. membrana testacea
  3. guscio.
Infine, in certi casi può presentarsi anche un involucro accessorio.

Occorre distinguere gli involucri prodotti prima della fecondazione da quelli prodotti successivamente. La struttura degli involucri già presenti al momento della fecondazione deve consentire l'ingresso dello spermatozoo, pertanto deve comprende dei siti recettoriali di riconoscimento.

Durante l'ovogenesi, la cellula uovo stessa produce la membrana vitellina intorno all'oolemma. Le due membrane sono separate da un sottile spazio. L'evento di fecondazione innesca una serie di cambiamenti morfologici e molecolari che trasformano la membrana vitellina in membrana di fecondazione.

Il corion avvolge la membrana vitellina e viene prodotto, come già accennato, dalle cellule follicolari.
Il corion è notevolmente più spesso rispetto alla membrana vitellina.
Lo spazio perivitellino separa il corion dalla membrana vitellina.
"Corion" è un termine generico, valido per l'intero ambito dei Vertebrati, tuttavia, considerando che il corion è strutturalmente diverso nei diversi taxa, acquisisce nomi specifici: negli Anfibi è chiamato zona radiata, mentre nei Mammiferi Euteri è denominato zona pellucida.
Nelle uova dei Teleostei, il corion ha una spessore talmente ampio da impedire l'ingresso dello spermatozoo. Tale problema viene risolto grazie al micropilo, un apposito canale che consente il passaggio dello spermatozoo. Una volta avvenuto il passaggio, il corion si ricompatta chiudendo il micropilo, in modo da impedire l'ingresso di ulteriori spermatozoi.
Il Corion è l'involucro finale nella prevalenza delle uova deposte in acqua. Tutti i pesci ossei concludono l'ovogenesi con la formazione di un corion robusto.

Le uova dei pesci cartilaginei e degli Anfibi, però, oltre al corion, comprendo anche particolari tipi di involucri terziari. Negli Anfibi Anuri, l'involucro terziario è rappresentato dall'involucro gelatinoso, che è composto da glicoproteine ed ha funzione protettiva. Quando l'uovo degli Anfibi Anuri entra in contatto con l'acqua, il materiale glicoproteico si idrata immediatamente, quindi l'involucro si espande di colpo raggiungendo dimensioni cospicue. Si definisce "involucro gelatinoso" solo in seguito a tale reazione con l'acqua. L'involucro gelatinoso assume morfologie diverse a seconda della specie. I rospi depongo cordoni di uova, ciascuno dei quali consiste in una sorta di calza gelatinose al cui interno si trovano gli ovociti. La calza è appunto formata dalla coesione tra involucri gelatinosi. Le rane depongono ammassi informi di uova, ed anche in questo caso l'agglomerato è costituito dalla coesione delle singole capsule gelatinose.




Uova di Rana. Fotografie scattate da me e che rilascio dietro licenza CC:BY-NC-SA


Nei pesci cartilaginei, invece, ed in particolare negli Elasmobranchi, si ha la formazione sia dell'albume, sia di un involucro terziario detto involucro scleroproteico. Il nome "scleroproteico" indica che è formato da proteine rigide. Gli involucri scleroproteici determinano la forma esterna dell'uovo. Le forme variano a seconda della specie, per cui in base alla forma dell'uovo è possibile risalire alla specie che lo ha deposto.
Qualunque sia la forma, l'involucro scleroproteico è sempre provvisto di cirri, ovvero estremità per l'ancoraggio al fondale che impediscono alla corrente di trascinare via l'uovo.


Uova di Razza. Fotografia scattata da me e che rilascio dietro licenza CC:BY-NC-SA

Le uova deposte in ambiente subaereo incontrano problemi diversi rispetto a quelle acquatiche, principalmente:

  • Disidratazione, provocata dall'esposizione all'ambiente subaereo.
  • Assunzione di Ossigeno dall'aria, necessario al metabolismo.

Suddetti problemi si risolvono attraverso la diversificazione degli involucri, rispettivamente:

  • Albume che avvolge l'uovo e rappresenta la riserva idrica dell'embrione.
  • Guscio calcareo che essendo poroso consente il passaggio dell'Ossigeno.

Il solo guscio calcareo non è di per sé sufficiente a garantire un'adeguata ossigenazione dell'uovo, pertanto l'embrione si dota dell'allantoide, che è un annesso embrionale. L'ossigenazione dell'uovo si espleta dunque attraverso il sinergismo tra porosità del guscio ed allantoide.

La seguente figura rappresenta una sezione longitudinale del comune uovo di gallina.


Al centro si osserva il tuorlo con l'ooplasma ed il nucleo, avvolti da un tipo particolare di corion che prende il nome di membrana calazifera. Ai lati esterni della membrana calazifera si trova la calaza, che è un elemento filiforme che serve a vincolare il tuorlo al centro dell'uovo. Tutto intorno si estende l'albume che è a sua volta circondato dalla membrana testacea. Il guscio è l'involucro periferico che racchiude tutti gli altri al suo interno. Nelle uova non fecondate si trova una camera d'aria, ed infatti, immergendo un uovo non fresco in un recipiente d'acqua, si nota come questo si dispone con la camera d'aria verso l'alto (nel caso emergesse eccessivamente dalla superficie, è preferibile non consumarlo perché marcito).

Calaza


Membrana Testacea


Camera d'Aria

È possibile separare la membrana testacea dal guscio immergendo l'uovo in aceto di vino bianco per circa 24 ore (l'acido acetico dissolve il calcare di cui composto il guscio).




Guscio e Membrana Testacea a confronto





Membrana Testacea. Fotografie scattate da me e che rilascio dietro licenza CC:BY-NC-SA


Albume, membrana testacea e guscio sono prodotti dalle vie genitali femminili, man mano che l'uovo discende. Dato che lo spermatozoo non è in grado di attraversare tali involucri terziari, è essenziale che la fecondazione preceda la loro formazione. Ciò è altrettanto valido per l'involucro gelatinoso (secondario) delle uova degli Anfibi.
Se la fecondazione non avviene prima della formazione degli involucri, l'occasione è persa.

Gli animali che possiedo uova con gli involucri terziari appena descritti sono:

  • Rettili
  • Uccelli
  • Mammiferi Prototeri

Rettili ed Uccelli, sebbene classi distinte, sono filogeneticamente molto vicine.
I Mammiferi Euteri, al contrario dei Prototeri, sono sprovvisti di involucri terziari in quanto placentari: l'embrione viene trattenuto nell'utero (derivato dalle vie genitali), per cui è lo stesso organismo della madre a proteggere l'uovo dall'ambiente esterno e a provvedere alle necessità trofiche dell'embrione. Ragion per cui, anche se nelle fasi precoci si formano accenni di deutoplasma ed involucri terziari, questi vengono smaltiti poiché inutili.





lunedì 20 febbraio 2012

Biologia dello Sviluppo - Indice

I processi di sviluppo embrionale conservano le tracce delle relazioni filogenetiche.

Una celebre citazione di un eminente biologo:
Tutte e due le serie dell'evoluzione organica, l'ontogenesi dell'individuo e la filo-genesi della stirpe a cui esso appartiene, stanno fra loro nel più intimo rapporto causale. La storia del germe è un riassunto della storia della stirpe, o, con altre parole, l'ontogenesi è una ricapitolazione della filogenesi.
ErnstHaeckel
Ernst Haeckel (1834 - 1919)



Indice

→ Parte I : le Uova

- Parti successive in stesura -



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Il seguente album raccoglie le illustrazioni (fotografie e disegni) da me prodotte e utilizzate nella dissertazione e che rilascio dietro licenza CC:BY-NC-SA.




Bibliografia

La presente dissertazione è un mio elaborato degli appunti e delle registrazioni audio
relative ad otto ore di lezione tenute nel 2004 presso il dipartimento di Biologia dell'università di Bologna.


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