Riflessioni sulla Natura

giovedì 1 marzo 2012

Chi sono gli Antispecisti

Immaginate di naufragare su un atollo brullo, una minuscola isola priva di vegetazione, nel bel mezzo dell'Oceano Indiano. Gli unici superstiti siete voi ed il vostro cane. Il cellulare si è guastato a contatto con l'acqua e comunque non c'è recezione.
Non vi resta dunque che attendere i soccorsi.

Astove Island
Fotografia satellitare / Autore: NASA
Licenza: pubblico dominio / Repository Wikimediacommos

I giorni passano ma i soccorsi non arrivano.
Patite la fame e la debolezza che essa comporta, realizzate di essere sul punto di morte.
L'unica speranza di sopravvivenza è cibarsi del cane.
Non potete sapere in anticipo se questo gesto vi consentirà di sopravvivere fino all'arrivo dei soccorsi, ma è l'unica opportunità che avete.

Siete affezionati al vostro cane e normalmente aborrite ogni forma di immotivato sopruso sugli animali... ma questa è una situazione di estrema emergenza. Perciò decidete di sopprimerlo, nel modo più compassionevole ed indolore possibile, per nutrirvi della sua carne.

L'Antispecista è la persona che vuole negarvi l'opportunità di sopravvivere, asserendo che la vostra vita vale tanto quanto quella di un animale, e che non avete alcun diritto di usufruire della vita di un animale per salvare la vostra.

L'Antispecista è una persona sazia, in salute ed agiata, che vi scruta con il binocolo a bordo del suo confortevole panfilo, a largo dell'atollo sul quale siete naufragati. Non appena decidete di sacrificare il cane, l'antispecista sbarca sull'isola con l'intento di sottrarvi il cane, senza però aiutarvi e lasciandovi lì a morire di fame.

Per inciso, se l'Antispecista si trovasse nella vostra stessa circostanza, non indugerebbe a prendere la vostra medesima decisione, per salvarsi la vita. L'Antispecista è dunque una persona che non riesce ad immedesimarsi nell'altro, ossia priva di empatia nei riguardi della sofferenza umana.[1]

Per giunta, gli antispecisti ostentano superiorità morale, proseliti di una religione che sciorinano l'indottrinamento acriticamente assimilato.[2]

Ritenete che la mia descrizione degli antispecisti sia spropositata??
Allora considerate quanto segue.

La fame è causa di morte, ma alcune malattie sono causa di morte e sofferenza ben peggiore.

Dalla sperimentazione animale dipende una parte considerevole, e fondamentale, del progresso medico. I più grandi trionfi della medicina si devono alla sperimentazione animale (praticamente tutti i premi Nobel per la Medicina e Fisiologia sono stati conferiti per scoperte derivanti dalla sperimentazione animale).

Converrete con me sul fatto che non esiste una sostanziale differenza tra un naufrago in fin di vita ed una persona affetta da una malattia mortale. Altresì non v'è differenza tra una persona sazia che toglie il cibo agli affamati ed una persona in salute che ostacola le cure per gli ammalati.

Non è detto che dalla sperimentazione animale si ottenga, nell'immediatezza, la cura ad una determinata malattia, esattamente come il naufrago non può sapere in anticipo se nutrirsi del cane prolungherà la sua vita fino all'arrivo dei soccorsi.

Il Naufrago sacrifica il cane nella maniera più compassionevole e indolore possibile, e la stessa cosa fanno i ricercatori con le cavie. Asserire il contrario è calunnia.

La differenza sta nel rapporto numerico: sacrificando la vita di un singolo cane, il naufrago tenta di salvare la propria; mentre i ricercatori che sacrificano la vita di un certo numero di cavie, tentano di salvare quella di tutti gli ammalati del Mondo (affetti dalla determinata patologia che si intende curare), il cui numero è ragionevolmente superiore rispetto alle cavie animali sacrificate.

La sperimentazione è perciò una scelta etica fintanto che si presuppone l'inesistenza di metodiche sostitutive... ed in effetti, sebbene metodi alternativi esistano, essi non sono sufficienti a sostituire la sperimentazione animale, contrariamente a quanto falsamente divulgato dalla propaganda antispecista.

Nella mia metafora, la premessa era che l'atollo fosse spoglio di vegetazione, e che il naufrago non avesse altra scelta che nutrirsi del proprio cane.
I metodi alternativi alla sperimentazione animale, di cui attualmente dispone la scienza, sono comparabili a una vegetazione spontanea consistente di sole bacche a scarso valore nutritivo, insufficienti a mantenere un uomo in vita.
L'antispecista è quella persona che sottrae il cane al naufrago adducendo che egli può nutrirsi di bacche... ma le bacche da sole sono inutili.




Note

[1]: Esistono studi scientifici sull'origine psicologica dell'insensibilità antispecista, la cui trattazione esula però dai propositi del presente articolo e che pertanto rimando ad articoli successi. Se interessati alla mia critica dell'antispecismo, consultate l'omonima etichetta del blog, che raccoglie tutti i miei articoli sul tema.

[2]: Sebbene non si professi tale, l'Antispecismo è una religione a tutti gli effetti. L'esposizione delle analogie tra religione ed antispecismo esulano dai propositi del presente articolo, perciò la rimando ad articoli successi. Se interessati alla mia critica dell'antispecismo, consultate l'omonima etichetta del blog, che raccoglie tutti i miei articoli sul tema.



Post Scriptum

Un episodio come quello che ho descritto, accadde realmente al Capitano E. H. Shackleton ed il suo equipaggio, nel corso di una spedizione geografica risalente ai primi anni dello scorso secolo. L'equipaggio rimase intrappolato nei ghiacciai antartici e Shackleton diede ordine di utilizzare i cani da slitta come fonte di cibo.

giovedì 23 febbraio 2012

Crudeltà Animalista nella Letteratura e su Internet

Il Giorno, scritto da Giuseppe Parini nella seconda metà del '700, è un poemetto sarcastico sulla classe aristocratica. Il Vegetarianismo e l'animalismo, diffusi tra gli aristocratici dell'epoca, erano considerati caratteristiche ipocrite da Parini, dato il disprezzo che gli stessi aristocratici riservavano ai ceti inferiori. Nel poemetto, un personaggio vegetariano ed animalista, rammenta il giorno "funesto" in cui la sua cagnolina, la "vergine cuccia", morse il piede di un servitore, il quale in risposta la calciò via. Il servitore, sebbene lavorasse presso la famiglia da parecchi anni, fu punito con il licenziamento e mai più riassunto neanche dagli altri nobili, ai quali venne riferito del gesto "sacrilego" compiuto dal "villano". L'uomo fu perciò costretto all'indigenza, e nessun nobile si impietosiva vedendolo mendicare per strada con moglie e figli.


Or le sovviene il giorno,
ahi fero giorno! allor che la sua bella
vergine cuccia de le Grazie alunna,
giovenilmente vezzeggiando, il piede
villan del servo con l'eburneo dente
segnò di lieve nota: ed egli audace
con sacrilego piè lanciolla: e quella
tre volte rotolò; tre volte scosse
gli scompigliati peli, e da le molli
nari soffiò la polvere rodente.
Indi i gemiti alzando: aìta aìta
parea dicesse; e da le aurate volte
a lei l'impietosita Eco rispose:
e dagl'infimi chiostri i mesti servi
asceser tutti; e da le somme stanze
le damigelle pallide tremanti
precipitâro. Accorse ognuno; il volto
fu spruzzato d'essenze a la tua Dama;
ella rinvenne alfin: l'ira, il dolore
l'agitavano ancor; fulminei sguardi
gettò sul servo, e con languida voce
chiamò tre volte la sua cuccia: e questa
al sen le corse; in suo tenor vendetta
chieder sembrolle: e tu vendetta avesti,
vergine cuccia de le Grazie alunna.
L'empio servo tremò; con gli occhi al suolo
udì la sua condanna. A lui non valse
merito quadrilustre; a lui non valse
zelo d'arcani ufici; in van per lui
fu pregato e promesso; ei nudo andonne
dell'assisa spogliato ond'era un giorno
venerabile al vulgo. In van novello
signor sperò; ché le pietose dame
inorridîro, e del misfatto atroce
odiâr l'autore. Il misero si giacque
con la squallida prole, e con la nuda
consorte a lato, su la via spargendo
al passeggiere inutile lamento:
e tu vergine cuccia, idol placato
da le vittime umane, isti superba.

La Vergine Cuccia
[fonte]


Giorni nostri: un cagnolino urina sui giornali di un'edicola e l'edicolante lo scaccia in malo modo. Risultato: edicolante costretto a chiudere l'attività a causa della persecuzione animalista.

  • Per sapere come la vicenda sia finita alla ribalta della cronaca, clicca qui.
  • Per un esempio di angheria animalista, clicca qui.
  • Per approfondimenti sull'epilogo, clicca qui.


Le Felicitazioni

Di questa conversazione mi stupisce particolarmente l'uso del termine "giustizia".
Inoltre mi chiedo come mai, riguardo l'intero accaduto, nessuno abbia additato la responsabilità iniziale del padrone, il quale ha omesso di trattenere il cane al guinzaglio.



The Canterbury Tales, scritto da Geoffrey Chaucer verso la fine del 1300, narra di una monaca priora di estrazione aristocratica (era usanza aristocratica dell'epoca relegare i secondogeniti a vita ecclesiastica, in modo da impedire la frammentazione dell'eredità patrimoniale). Descritta come donna dai modi signorili (specie nel desinare), più dedita alla mondanità che all'ascetismo cristiano. Possedeva un rosario incastonato di gioielli vari, un oggetto di lusso piuttosto che di culto. Questo personaggio si compiaceva della propria bontà nell'alimentare i cani con cibo di qualità, anziché donarlo ai poveri. Vantava un animo talmente sensibili da piangere nel vedere un topo rinchiuso in una gabbietta.

She was so charitable and piteous
That she would weep if she but saw a mouse
Caught in a trap, though it were dead or bled.
She had some little dogs, too, that she fed
On roasted flesh, or milk and fine white bread.
But sore she'd weep if one of them were dead,
Or if men smote it with a rod to smart:
For pity ruled her, and her tender heart.

The Canterbury Tales (General Prologue)
[fonte]



Oggigiorno

Si muore per la fame, ma la malattia è causa di morte e di sofferenza ancora peggiori.
Nel quadro dell'economia di libero mercato l'obiettivo è il profitto, perciò le case farmaceutiche non investono nella ricerca di cure per le malattie rare, perché i costi supererebbero i ricavi. Perciò, il sostegno economico per questo tipo di ricerca deriva, quasi esclusivamente, dalle campagne di raccolta fondi. Ed ecco che diventa particolarmente spregevole boicottarle.

Due post dello stesso autore a distanza di 29 minuti

L'organizzazione AgireOra è zelante nel boicottare Telethon, offrono persino il banner:



Dalla letteratura precedentemente proposta, e da constatazioni personali, si scorge una relazione tra vita agiata e propensione all'animalismo.
Evidentemente, l'emancipazione dalle esigenze primarie consente di potersi occupare di frivolezze. Ma principalmente, ciò che contraddistingue gli animalisti, è la più totale mancanza di empatia nei confronti della sofferenza umana.


Eraclito scrisse:
La malattia rende la salute piacevole e buona, la fame la sazietà, la fatica il riposo.

Questo è un aspetto della natura umana da tenere in considerazione, in altre parole non si può apprezzare pienamente l'importanza del benessere finché non manca.
L'origine del cinismo degli animalisti deriva probabilmente da qui: non avendo mai patito in prima persona, non riescono a comprendere la sofferenza negli altri.

Senza Vergogna

Fino a pochi anni fa, il contegno personale preservava da simili esternazioni, perché comunemente riconosciute deprecabili. Ma oggi, coloro che considerano animali ed umani sullo stesso piano, millantano superiorità morale. È colpa della corrente religiosa che incombe, figlia del benessere occidentale, l'Antispecismo.
L'antispecismo consiste nel fallace tentativo di formalizzare filosoficamente la propensione all'animalismo... ma questo è un altro tema, ed avrò modo di demolire questa pseudofilosofia in articoli futuri.

martedì 21 febbraio 2012

Biologia dello Sviluppo - Parte I - le Uova


Spermatozoo


Per lo studio della Biologia dello Sviluppo, gli spermatozoi rivestono importanza marginale.
Le caratteristiche strutturali, comuni agli spermatozoi di diverse specie, sono:

  • Pronucleo Maschile, situato internamente.
  • Acrosmoma, situato anteriormente.
  • Flagello, situato posteriormente, peculiare dei Vertebrati.


[ Autore: Mariana Ruiz Villarreal / Licenza: pubblico dominio / Repository: WikimediaCommons ]

Sebbene essenziale per la fecondazione, lo spermatozoo partecipa allo sviluppo embrionale esclusivamente attraverso il pronucleo maschile, pertanto non è in grado di condizionare le fasi successive alla fusione dei gameti.
Al contrario, le caratteristiche della cellula uovo determinano le modalità di sviluppo embrionale, perciò lo studio delle diverse tipologie di uova è di fondamentale per la Biologia dello Sviluppo.



Caratteristiche Generali dell'Uovo

Quando in Biologia si parla di uovo si intende ciò che nel linguaggio comune è chiamato "tuorlo".
La forma dell'ovocita è generalmente sferica e la sua caratteristica più importante è la polarità.
Durante la maturazione, l'uovo attraversa una fase detta vitellogenesi, nel corso della quale accumula materiale di riserva al suo interno, coadiuvato da cellule esterne.
Il materiale di riserva è denominato deutoplasma e comprende molecole di varia natura, fra cui una certa quantità di RNA che verrà utilizzato nelle fasi precoci dello sviluppo.
In una cellula uovo matura, la polarità consiste nella stratificazione del deutoplasma.
Si distinguono due poli: quello superiore è il polo animale, mentre quello inferiore è il polo vegetativo ("vegetativo" da non confondere con "vegetale").


La polarità è il progressivo aumento di densità, visibile come sfumatura. Il gradiente decorre in senso verticale, dal polo animale verso il polo vegetativo. Nei pressi del polo animale si accumula meno deutoplasma, viceversa nei pressi del polo vegetativo sedimenta la componente del deutoplasma a più elevato peso molecolare. I poli corrispondono dunque alle due estremità opposte del gradiente di deutoplasma.

Dal polo animale si originano le strutture del margine esterno dell'organismo, ossia:

  • Tegumento
  • Sistema Nervoso
  • Organi di Senso

Dal polo vegetativo,invece, si sviluppano tutte quelle strutture della via vegetativa, tra cui l'Apparato Digerente.

Gli ovociti si distinguono in quattro tipologie diverse, a seconda della quantità di deutoplasma che accumulano durante la vitellogenesi. La posizione del nucleo dipende dalla quantità di deutoplasma ed è quindi diversa nei differenti tipi di uovo.



Uovo Oligolecitico o Isolecitico


"Oligolecitico" è un termine di derivazione greca ed indica scarsa quantità di deutoplasma.
Il deutoplasma risulta uniformemente distribuito, ed in base a tale caratteristica l'uovo oligolecitico è anche detto "isolecitico". In questo tipo di uova il nucleo si posiziona al centro o lievemente sopra l'equatore, verso il polo animale.


I taxa che dispongono di questo uovo sono:

  • Urocordati
  • Cefalocordati
  • Mammiferi Metateri (marsupiali)
  • Mammiferi Euteri (placentari)

Mammiferi Metateri ed Euteri possiedono uova oligolecitiche secondarie. L'aggettivo "secondario" in Biologia indica che, il soggetto al quale è riferito, è pervenuto alla propria condizione attraverso un processo di differenziamento. Nel caso specifico delle uova dei Metateri ed Euteri, il deutoplasma viene inizialmente accumulato ma, nel corso del differenziamento, viene espulso, come conseguenza della viviparità.



Uovo Mesolecitico o Eterolecitico


"Meso-" significa "metà". Si tratta di uova che possiedono una media quantità di deutoplasma non distribuito uniformemente, perciò vengono anche dette "eterolecitiche".
La polarità è visibile: nei pressi del polo animale si nota la scarsa presenza di sferule di deutoplasma di piccole dimensioni, le quali aumentano progressivamente, sia di numero che di volume, verso il polo vegetativo. Inoltre, anche il peso molecolare dei materiali che costituiscono suddette sferule, aumenta progressivamente verso il polo vegetativo. Non vi è dunque una netta separazione ma una stratificazione secondo gradiente verticale.
Il nucleo si colloca nelle vicinanze del polo animale, ed è circondato da un particolare citoplasma, specificatamente denominato ooplasma.


I taxa che possiedono uova mesolecitiche sono:

  • Petromizonti (Ciclostomi)
  • Olostei (pesci ossei primitivi, per esempio l'Episosterus)
  • Condrostei (pesci ossei primitivi, tra cui lo Storione)
  • Anfibi



Uovo Telolecitico


Possiede una grande quantità di deutoplasma, tale da sollevare il nucleo al vertice del polo animale. Il nucleo, avvolto dal suo ooplasma, forma una nicchia posta al di sopra del deutoplasma, e prende il nome di disco embrionale.


I taxa che possiedono uova telolecitiche sono:

  • Mixinoidei (Ciclostomi)
  • Condroitti (pesci cartilaginei, per esempio lo squalo)
  • Sarcopterigi (pesci ossei attualmente rappresentati soltanto dai Dipnoi)
  • Teleostei (pesci ossei, contano il più alto numero di specie di Vertebrati)
  • Rettili
  • Uccelli
  • Mammiferi Prototeri (Mammiferi primitivi, come l'Echidna o l'Ornitorinco).

L'uovo telolecitico è dunque condiviso quasi dall'intero subphylum dei Vertebrati, dai Mixinoidei fino ai Mammiferi primitivi.



Uovo Centrolecitico


In queste uova, come suggerisce il nome, il deutoplasma è localizzato al centro dell'uovo e al suo interno si trova il nucleo, mentre l'ooplasma si estende intorno al deutoplasma.


Questo tipo di uova è tipico degli Insetti e dei Crostacei.



Involucri


La membrana cellulare dell'uovo si chiama oolemma.
Oltre all'oolemma troviamo altri involucri protettivi che si distinguono in:

  • Involucri primari: prodotti dall'uovo stesso.

  • Involucri secondari: prodotti da cellule follicolari all'interno dell'ovario.

  • Involucri terziari: prodotti dalle vie genitali durante l'avanzamento dell'uovo.

  • Involucri accessori: prodotti da ghiandole esterne alle vie genitali.

Il più comune di involucro primario è la membrana vitellina, mentre il più comune involucro secondario è noto come corion.
Generalmente le uova si fermano al secondo involucro, tuttavia alcune si dotano di un ulteriore strato. Si distinguono tre diverse tipologie di involucri terziari, che in ordine di deposizione sono:
  1. albume
  2. membrana testacea
  3. guscio.
Infine, in certi casi può presentarsi anche un involucro accessorio.

Occorre distinguere gli involucri prodotti prima della fecondazione da quelli prodotti successivamente. La struttura degli involucri già presenti al momento della fecondazione deve consentire l'ingresso dello spermatozoo, pertanto deve comprende dei siti recettoriali di riconoscimento.

Durante l'ovogenesi, la cellula uovo stessa produce la membrana vitellina intorno all'oolemma. Le due membrane sono separate da un sottile spazio. L'evento di fecondazione innesca una serie di cambiamenti morfologici e molecolari che trasformano la membrana vitellina in membrana di fecondazione.

Il corion avvolge la membrana vitellina e viene prodotto, come già accennato, dalle cellule follicolari.
Il corion è notevolmente più spesso rispetto alla membrana vitellina.
Lo spazio perivitellino separa il corion dalla membrana vitellina.
"Corion" è un termine generico, valido per l'intero ambito dei Vertebrati, tuttavia, considerando che il corion è strutturalmente diverso nei diversi taxa, acquisisce nomi specifici: negli Anfibi è chiamato zona radiata, mentre nei Mammiferi Euteri è denominato zona pellucida.
Nelle uova dei Teleostei, il corion ha una spessore talmente ampio da impedire l'ingresso dello spermatozoo. Tale problema viene risolto munendosi di micropilo, un apposito canale che consente il passaggio dello spermatozoo. Una volta avvenuto il passaggio, il corion si ricompatta chiudendo il micropilo, in modo da impedire l'ingresso di ulteriori spermatozoi.
Il Corion è l'involucro finale nella prevalenza delle uova deposte in acqua. Tutti i pesci ossei concludono l'ovogenesi con la formazione di un corion robusto.

Le uova dei pesci cartilaginei e degli Anfibi, però, oltre al corion, comprendo anche particolari tipi di involucri terziari. Negli Anfibi Anuri, l'involucro terziario è rappresentato dall'involucro gelatinoso, che è composto da glicoproteine ed ha funzione protettiva. Quando l'uovo degli Anfibi Anuri entra in contatto con l'acqua, il materiale glicoproteico si idrata immediatamente, quindi l'involucro si espande di colpo raggiungendo dimensioni cospicue. Si definisce "involucro gelatinoso" solo in seguito a tale reazione con l'acqua. L'involucro gelatinoso assume morfologie diverse a seconda della specie. I rospi depongo cordoni di uova, ciascuno dei quali consiste in una sorta di calza gelatinose al cui interno si trovano gli ovociti. La calza è appunto formata dalla coesione tra involucri gelatinosi. Le rane depongono ammassi informi di uova, ed anche in questo caso l'agglomerato è costituito dalla coesione delle singole capsule gelatinose.

Red-eyed Tree Frog (Agalychnis callidryas) eggs
[ Autore: Brian Gratwicke / Licenza: CC BY 2.0 / Repository: WikimediaCommons ]

Nei pesci cartilaginei, invece, ed in particolare negli Elasmobranchi, si ha la formazione sia dell'albume, sia di un involucro terziario detto involucro scleroproteico. Il nome "scleroproteico" indica che è formato da proteine rigide. Gli involucri scleroproteici determinano la forma esterna dell'uovo. Le forme variano a seconda della specie, per cui in base alla forma dell'uovo è possibile risalire alla specie che lo ha deposto.
Qualunque sia la forma, l'involucro scleroproteico è sempre provvisto di cirri, ovvero estremità per l'ancoraggio al fondale che impediscono alla corrente di trascinare via l'uovo.


Le uova deposte in ambiente aereo incontrano problemi diversi rispetto a quelle acquatiche, principalmente:

  • Disidratazione, provocata dall'esposizione all'ambiente aereo.
  • Assunzione di Ossigeno dall'aria, necessario al metabolismo.

Suddetti problemi si risolvono attraverso la diversificazione degli involucri, rispettivamente:

  • Albume che avvolge l'uovo e rappresenta la riserva idrica dell'embrione.
  • Guscio calcareo che essendo poroso consente il passaggio dell'Ossigeno.

Il solo guscio calcareo non è di per sé sufficiente a garantire un'adeguata ossigenazione dell'uovo, pertanto l'embrione si dota dell'allantoide, che è un annesso embrionale. L'ossigenazione dell'uovo si espleta dunque attraverso il sinergismo tra porosità del guscio ed allantoide.

La seguente figura rappresenta una sezione longitudinale del comune uovo di gallina.


Al centro si osserva il tuorlo con l'ooplasma ed il nucleo, avvolti da un tipo particolare di corion che prende il nome di membrana calazifera. Ai lati esterni della membrana calazifera si trova la calaza, che è un elemento filiforme che serve a vincolare il tuorlo al centro dell'uovo. Tutto intorno si estende l'albume che è a sua volta circondato dalla membrana testacea. Il guscio è l'involucro periferico che racchiude tutti gli altri al suo interno. Nelle uova non fecondate si trova una camera d'aria, ed infatti, immergendo un uovo non fresco in un recipiente d'acqua, si nota come questo si dispone con la camera d'aria verso l'alto (nel caso emergesse eccessivamente dalla superficie, è preferibile non consumarlo perché marcito).

Calaza


Membrana Testacea


Camera d'Aria

Albume, membrana testacea e guscio sono prodotti dalle vie genitali femminili, man mano che l'uovo discende. Dato che lo spermatozoo non è in grado di attraversare tali involucri terziari, è essenziale che la fecondazione preceda la loro formazione. Ciò è altrettanto valido per l'involucro gelatinoso (secondario) delle uova degli Anfibi.
Se la fecondazione non avviene prima della formazione degli involucri, l'occasione è persa.

Gli animali che possiedo uova con gli involucri terziari appena descritti sono:

  • Rettili
  • Uccelli
  • Mammiferi Prototeri

Rettili ed Uccelli, sebbene classi distinte, sono filogeneticamente molto vicine.
I Mammiferi Euteri, al contrario dei Prototeri, sono sprovvisti di involucri terziari in quanto placentari: l'embrione viene trattenuto nell'utero (derivato dalle vie genitali), per cui è lo stesso organismo della madre a proteggere l'uovo dall'ambiente esterno e a provvedere alle necessità trofiche dell'embrione. Ragion per cui, anche se nelle fasi precoci si formano accenni di deutoplasma ed involucri terziari, questi vengono smaltiti poiché inutili.