martedì 5 marzo 2019

Comunicatore Temporale

Ciò che sto per annunciarvi cambierà le sorti dell'umanità, in senso letterale.
Ho scoperto un modo per ricevere informazioni dal futuro. È possibile porre domande alle persone del futuro e ricevere istantaneamente un "Sì" od un "No" come risposta.
Questa scoperta comporta un'enorme responsabilità: se questa tecnologia restasse segreta, i pochi che la conoscessero la utilizzerebbero per orientare gli eventi a proprio favore, a discapito dei molti tenuti all'oscuro. Questa tecnologia conferirebbe un netto vantaggio bellico al paese che ne fosse unico possessore. Pertanto ho deciso di divulgarla su internet, in modo che sia equamente a disposizione di tutti e non soltanto di alcuni, poiché la pace è assicurata dall'equilibrio tra forze (in altre parole, è vantaggioso attaccare soltanto i più deboli).
Il modo migliore di spiegarvi questa tecnologia è raccontarvi come io stesso l'ho scoperta e sviluppata.
Ho una laurea in biologia, ma nutro interesse anche verso la fisica. Non avendo figli di cui dovermi occupare, ho deciso di dedicarmi alla passione per la conoscenza scientifica: mi sono iscritto nuovamente all'università per conseguire un'ulteriore laurea in fisica nonostante l'età non più giovane.
Tempo addietro ho partecipato ad una esercitazione di laboratorio che prevedeva la riproduzione dell'esperimento di Young, il quale dimostra la duplice natura delle particelle subatomiche: corpuscolare ed ondulatoria. Le particelle che attraversano le fenditure di un pannello interposto tra emettitore e lastra ricevente, colpiscono quest'ultima imprimendo le tipiche tracce del modello ondulatorio. A fianco alle fenditure può essere applicato o meno un rilevatore che permette di osservare il passaggio delle particelle. Se il rilevatore è assente, il passaggio delle particelle non è soggetto ad osservazione e sulla lastra appare, come detto, la proiezione del modello ondulatorio. Ogni volta che alle fenditure viene applicato il rilevatore, sulla lastra si manifesta immancabilmente l'impronta corpuscolare. In altre parole: le particelle, prima di colpire la lastra, attraversano i fori (fenditure) di un pannello; se si guarda il passaggio attraverso suddetti fori (mediante apposito strumento di rilevazione), sulla lastra compare una traccia corpuscolare; se invece Non si guarda il passaggio, sulla lastra compare una traccia ondulatoria. Per quanto bizzarro, è l'osservazione stessa a trasformare l'onda in corpuscolo: la conoscenza modifica la realtà. Ma fin qui nulla di nuovo, si tratta di scoperte risalenti a circa un secolo fa.

Durante la mia esercitazione di laboratorio, il dispositivo di rilevazione assegnatomi mi è scivolato ed è sbattuto a terra. L'ho raccolto e montato ugualmente sulle fenditure. Una volta azionato l'emettitore di particelle, la lastra mostrava un modello ad onde anziché corpuscolare. L'anomalia non ha destato particolare sorpresa nel professore, il quale, avendo notato che lo schermo del rilevatore era spento malgrado il tasto di accensione fosse premuto, ne ha dedotto che il rilevatore fosse guasto. Infatti, sostituendolo con uno nuovo, sulla lastra è comparsa la traccia corpuscolare come avviene regolarmente.
Questo episodio mi ha lasciato perplesso e mi ha dato molto da riflettere nei giorni successivi. Pensavo: lo schermo non dava segni di funzionamento eppure la spia del dispositivo era accesa... possibile che il dispositivo stesse rilevando il passaggio delle particelle malgrado la comunicazione in uscita fosse interrotta a causa del danneggiamento del solo schermo? Se è la nostra conoscenza a determinare l'esito dell'esperimento, cosa avverrebbe se tale conoscenza venisse differita nel tempo? È possibile modificare il modello di proiezione delle particelle mediante un'osservazione a posteriori? In altre parole, è possibile agire retroattivamente sulle particelle subatomiche?
Il tempo è una cosiddetta "proprietà emergente". Il suo scorrere esiste a livello macroscopico, mentre a livello delle componenti subatomiche il passato ed il futuro risultano fusi insieme, come se i fotogrammi di una pellicola fossero sovrapposti anziché sequenziali.
Quindi, cosa accadrebbe se il passaggio delle particelle, anziché monitorato in tempo reale, venisse registrato e la registrazione venisse visionata in seguito all'esperimento? Vedremmo proiettarsi sulla lastra dei corpuscoli prima ancora di aver visionato la registrazione del passaggio? E nel caso in cui la registrazione non venisse visionata mai da nessuno, vedremmo proiettarsi delle onde? Forse è proprio ciò che si era verificato grazie al danneggiamento dello schermo: non potendo visualizzare il passaggio delle particelle, sulla lastra era comparsa la traccia delle onde.
Possibile che nessuno ci avesse mai pensato prima?
Talvolta grandi scoperte avvengono per errore: Fleming scoprì la penicillina grazie ad un incidente di laboratorio, una contaminazione accidentale delle colture microbiche che lo indusse a fare osservazioni che altrimenti difficilmente avrebbe fatto. Forse nessuno prima d'ora aveva accidentalmente danneggiato lo schermo del rilevatore di particelle.
Il tentativo di esporre le mie elucubrazioni al docente è stato vano: ho ricevuto in risposta le definizioni classiche del dualismo onda-corpuscolo, come se gli avessi chiesto ripetizioni su tale argomento.
Non avendo libero accesso al laboratorio universitario, ho provveduto a costruire da me l'apparecchiatura necessaria a sperimentare la mia ipotesi. Ho acquistato i vari strumenti (laser, lastra fotografica e rilevatore di particelle) su Amazon, li ho montati su dei cavalletti che ho fissato sul tavolo di lavoro disponendoli ad una precisa distanza l'uno dall'altro. Il tutto occupa circa 1,5 metri quadri di spazio. Ho fatto ritagliare al falegname un pannello di compensato con due fenditure delle misure da me fornite. Agevolato da una certa esperienza nell'assemblare i componenti dei miei precedenti computer, ho rimosso lo schermo dal rilevatore ed ho collegato i relativi cavi alla scheda madre del mio computer, in modo da rendere il rilevatore subatomico una normale periferica. Dopodiché ho scritto un programma su Linux per processare i dati provenienti da tale periferica e convertirli in file. Le stringhe di comando sono piuttosto semplici: se ricevi dati, salva un file in memoria contenente l'orario e la data dell'evento.
A breve pubblicherò un video che mostra l'apparecchiatura in funzione.
Il collaudo ha confermato la mia ipotesi oltre ogni ragionevole dubbio: sulla lastra appare la traccia corpuscolare anche se visiono la registrazione sul computer dopo la comparsa della traccia stessa.
Ho escogitato di sfruttare il fenomeno fisico appena descritto per inviare messaggi a me stesso nel passato. Ho associato arbitrariamente "sì" alla comparsa della traccia corpuscolare e "no" alla comparsa della traccia ondulatoria. Quindi, per rispondere "sì" al me stesso del passato, apro il file di registrazione in modo da modificare retroattivamente la traccia sulla lastra che ho già esaminato, viceversa se voglio rispondere "no" cancello suddetto file. La domanda che ho posto a me stesso del futuro è stata "se lancio questa monetina, uscirà Testa?" Ogni volta che sulla lastra compariva la proiezione corpuscolare (ossia la risposta affermativa), lanciando la monetina usciva effettivamente Testa, viceversa, se sulla lastra compariva la proiezione ondulatoria (ossia la risposta negativa) lanciando la monetina usciva effettivamente Croce. Affinché questa corrispondenza si verifichi, il presupposto è quello di visionare (in caso di Testa) o cancellare (in caso di Croce) la registrazione del rilevatore in seguito al lancio.
Il procedimento in ordine cronologico è il seguente: (1) accendo il laser ed esamino la lastra, se sulla lastra compare il modello corpuscolare, significa "sì" e quindi so che uscirà Testa, se sulla lastra compare invece il modello ondulatorio, ciò indica "no" e quindi so che Non uscirà Testa, e dato che c'è un'unica alternativa, uscirà Croce; (2) lancio la monetina ed esce effettivamente il risultato predetto dalla lastra; (3) dopo il lancio, in caso di Testa rispondo "sì" al me stesso del passato guardando la registrazione del passaggio delle particelle in modo da modificare retroattivamente le particelle affinché imprimano una traccia corpuscolare sulla lastra precedentemente esaminata. Se trascuro di effettuare il punto n°3, nemmeno il punto n°1 si può realizzare e l'esito del lancio della monetina resta ignoto.
Ho ripetuto questa prova per ottanta volte e finora non ho mai sbagliato.
In modo analogo può essere predetto l'esito di qualunque evento. Ho previsto così il vincitore di Sanremo e delle elezioni regionali sarde. È necessario formulare la domanda in modo che basti un "sì" o un "no" come risposta. Non è pertanto possibile chiedere chi vincerà una certa gara, ma bisogna elencare tutti i concorrenti e chiedere per ciascuno di essi se vincerà la gara, ponendo tante domande per quanti sono i concorrenti. Ad ogni domanda è associata una lastra ed una registrazione univoca. La moltitudine di file creati può generare confusione con il risultato involontario di fornire risposte sbagliate aprendo i file sbagliati. Pertanto è di fondamentale importanza annotare manualmente un promemoria che riporti la data e l'ora esatta in cui si è azionato il congegno per porre una determinata domanda, ed una volta verificatosi l'evento futuro a cui è riferita tale domanda, aprire o cancellare il relativo file di registrazione: questa è la ragione per la quale ho programmato il computer in modo che nomini il file con data e ora.
Alcuni avvertimenti: (1) le registrazioni del rilevatore vanno custodite con la massima discrezione, se sottratte da malintenzionati possono essere utilizzate per ingannare colui che pone domande al futuro; (2) per rispondere "no" a se stessi del passato, sarebbe sufficiente non visionare il relativo file, tuttavia, dato che non si può escludere che suddetto file non venga mai visionato da nessuno, allora è meglio cancellarlo una volta che si verifica l'evento in questione, onde evitare che qualcuno in futuro lo veda, intenzionalmente o meno, alterando la conoscenza del futuro nel passato; (3) se la domanda è rivolta ai posteri, occorre recapitare il file di registrazione ai destinatari con le dovute precauzioni per scongiurare i rischi precedentemente addotti.
Questa scoperta apre innumerevoli questioni filosofiche su cui arrovellarsi, ad esempio: è il passato a modificare il futuro o il futuro a modificare il passato?
Questo è quanto ho scoperto, molti di voi saranno scettici a riguardo, come gli uomini dell'età della pietra stenterebbero a credere sia possibile parlarsi a grandi distanze tramite telefono. So di poter affermare che ci troviamo di fronte ad una nuova era: l'era della comunicazione temporale. Il primo effetto sarà il fallimento dei giochi d'azzardo e della borsa.
L'ultima domanda che ho posto al me stesso del futuro è se avessi fatto bene a pubblicare questa mia scoperta. Una registrazione che aprirò tra trent'anni.

Se ti è piaciuto questo racconto di fantascienza, segui il mio blog, ho in mente di scriverne diversi altri.

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