mercoledì 1 aprile 2015

Il Dibattito Censurato da Monica Marelli FisicaMiao

Da qualche tempo, la Dottoressa Monica Marelli, Fisico ed amante dei gatti (per sua stessa ammissione: «oltre alla fisica adoro i gatti»), improvvisandosi esperta in tutt'altro campo, si è lanciata in una serie di articoli contro la sperimentazione animale, spacciati per "divulgazione scientifica".

L'articolo di stamane è in onore dei gatti caduti in scienza.


[screenshot tratto da suddetto articolo]

Il relativo post di facebook - pubblico - mi è comparso sulla home (probabilmente perché ho qualche contatto in comune con la Marelli). Quindi, dopo aver letto l'articolo, ho commentato per esprimere il mio parere sulla questione (servono a questo i commenti, no?): ritengo che quei gatti siano morti per una giusta causa.

Poco dopo il post è scomparso ed io sono stato bloccato. Tuttavia, prima di chiudere la pagina ho fatto uno screen, il seguente.





Se la Dottoressa Marelli non mi avesse impedito di continuare, avrei ulteriormente ribattuto che:
  1. Le obiezioni ""scientifiche"" di Lio non sono valide nemmeno restando sul piano puramente tossicologico, per via delle cosiddette "proprietà emergenti": un organismo non è riducibile alla somma delle sue componenti. Quindi la sperimentazione in vitro, proposta in sostituzione dell'animale, è un modello ancor meno attendibile perché riferito alle singole componenti separate dal loro insieme (un po' come pretendere di testare un carburante su ciascun pezzo smontato dal motore). Inoltre, contrariamente a quanto fa credere la propaganda animalista, i test in vitro sono già largamente adottati, per legge, nella fase sperimentale antecedente a quella in vivo, al fine di ridurre al minimo indispensabile il numero di cavie animali (principio delle 3R).

  2. Riguardo l'obiezione etica, anche se accettassimo l'insensata analogia coi casi marginali indicata da Lio, ossia considerare gli animali al pari delle persone in stato di incoscienza (quali neonati, pazienti in coma o colpiti da gravi menomazioni), allora essa dovrebbe valere su tutti i fronti e non soltanto per la sperimentazione animale, perché ancora peggio sarebbe sterminare sistematicamente neonati ed handicappati per tritarli e darli in pasto ad altri neonati ed handicappati prescelti, come fanno i padroni di cani e gatti.

Vorrei infine ritornare al commento iniziale (o meglio al primo della serie di commenti che è stato possibile recuperare, giacché il blocco mi ha impedito il caricamento dei commenti precedenti).


Sono insofferente verso l'Antropocentrismo con il quale gli animalisti considerano "qualunque essere vivente" soltanto gli Animali, escludendo Piante, Funghi, Protisti, Batteri ed Archea, escludendo finanche buona parte degli stessi Animali, dato che non si preoccupano delle miriadi di Insetti sterminati in agricoltura, giardinaggio e spiaccicati sui parabrezza delle autovetture.

Come ogni altro animalista, l'autrice del commento sostiene - a parole - che non esista al mondo alcun motivo valido per uccidere un animale... eppure, come ogni altro animalista, non rinuncia ad accudire cani e gatti (come testimoniano le numerose foto pubblicate sul suo profilo), quindi nei fatti dimostra che un motivo valido per commissionare lo sfruttamento e l'uccisione di animali esiste: soddisfare il piacere umano di accudire cani e gatti.

Quindi la realtà fattuale è che gli animalisti non intendono proibire l'uccisione di animali, bensì essere gli unici a decidere per quale scopo gli animali possono essere uccisi: per soddisfare l'istinto primitivo di destinare cure parentali ad un surrogato della prole è consentito sterminare un numero enorme di animali, mentre scoprire il funzionamento dell'organismo (fisiologia) è inutile (dal punto di vista degli animalisti) e deve essere proibito.

L'etica antispecista è la dittatura della primitività umana.

Questo spiega inoltre perché gli animalisti tacciano i ricercatori di sadismo: non comprendendo la curiosità verso il fenomeno della vita, riconducono la causa delle azioni altrui a ciò che a loro risulta comprensibile.


Generalmente disprezzo questo tipo di raffigurazioni lineari dell'evoluzione, sono forvianti, la filogenesi è correttamente rappresentata dai dendrogrammi. Tuttavia faccio eccezione per questa vignetta, perché esprime ciò in cui l'uomo (non tutti gli uomini) si differenzia dagli altri animali.



Post Scriptum

Aggiorno il presente articolo a circa tre ore dalla sua pubblicazione in quanto un mio contatto di facebook, al quale risulta ancora visibile il post in questione (che ribadisco, è pubblico, sono l'unico a cui non è più visibile per via del blocco da parte della Marelli), mi ha inviato, senza che glielo avessi chiesto, un paio di screenshot della continuazione.


Direi che non c'è nulla da ribattere, la Marelli si è perfettamente qualificata da sé.

I commenti proseguono.


Si noti come questa risposta, data da una persona diversa, sia sempre la stessa, identica, l'indottrinamento della religione antispecista ha prodotto, con un'efficacia pari alle catene di montaggio industriali, legioni di automi che ripetono l'incessante litania di slogan semplicistici inculcati nelle loro menti prive di spirito critico.

Questo effetto è uno dei molteplici e fondanti aspetti che accomunano la propaga antispecista a quella nazista. Trascrivo alcune righe dal diario di Dietrich Bonhoeffer, scrittore ucciso nei campi di sterminio tedeschi e che aveva osservato gli effetti della propaganda nazista:
Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente, ma con slogan, motti, ecc. da cui egli è dominato. È ammaliato, accecato, vittima di un abuso e di un trattamento pervertito che coinvolge la sua stessa persona. Trasformatosi in uno strumento senza volontà.

Gli inquisitori che processarono Galileo per eresia, non si proclamavano oscurantisti contrari alla conoscenza, tutt'altro, dal loro punto di vista la proibizione della "falsa scienza" di Galileo serviva a mantenere l'unica vera conoscenza: quella biblica...


In questo altro slogan di Lio si manifesta tutta l'assurdità degli AVS (sigla che indica gli animalisti che si oppongono alla sperimentazione animale propugnando informazioni mistificanti e pseudoscientifiche): sostenere che il progresso si promuova vietando interi rami della ricerca!

Infine:

Questa domanda è posta con l'illusione di aver arguito una ragione che dimostri l'inutilità della sperimentazione animale, in realtà dimostra solo l'ignoranza ed il pregiudizio di chi l'ha posta.

Molto di ciò che sappiamo sull'organismo umano è stato studiato sull'organismo animale, assumendo che i medesimi processi osservati sull'animale valgano anche per l'uomo.
Ne costituisce un esempio la scoperta della plasticità nervosa alla base dell'apprendimento: dinnanzi all'impossibilità di osservare l'organizzazione sinaptica in un cervello umano (composto da 11 miliardi di neuroni ammassati e reciprocamente collegati tramite grovigli inestricabili di assoni e dendriti), Eric Kandel scelse di condurre le sue ricerche sull’Aplysia californica (lumaca di mare), la quale possiede un sistema nervoso semplice, composto da soli ventimila neuroni.
Per capire il funzionamento di una macchina estremamente complessa, quale l'organismo umano, è necessario studiare macchine analoghe ma più semplici, quali alcuni organismi animali presi a modello.
Anche buona parte di ciò che sappiamo sulla genetica umana deriva dagli studi condotti sulla Drosophila melanogaster (moscerino della frutta), che possiede cromosomi di dimensioni cospicue (detti "cromosomi giganti") che si prestano particolarmente bene all'osservazione microscopica.

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