giovedì 25 luglio 2013

L'Atavico Piacere della Pesca in Apnea

Ieri pomeriggio, mentre nuotavo, ho avvistato casualmente alcuni luccichii provenienti dal fondale, a pochi metri di profondità. Mi sono immerso e, come previsto, si trattava di un mucchietto di conchiglie (il luccichio è prodotto dalla madreperla delle conchiglie capovolte), il quale indica la presenza della tana di un polpo nei dintorni (le conchiglie vuote sono i resti del pasto di un polpo). Allora ho perlustrato lo scoglio antistante ed ho scorto un tentacolo ritrarsi in una fenditura della roccia. Avvicinandomi ho incrociato lo sguardo del polpo protetto dalla sua tana. Era impossibile stanarlo a mani nude, ed ho rimpianto di non aver portato con me la fiocina... ma l'occasione non è andata persa: oggi sono tornato nello stesso posto, munito di fiocina, e l'ho infilzato.

Pesa circa 400g. Preparerò un'insalata: lo sfibro con il batticarne, lo lesso con una foglia d'alloro, dopodiché lo eviscero (facendo attenzione a rimuovere il becco), lo spello, lo affetto ed aggiungo le patate lessate a parte, condisco il tutto con prezzemolo tritato, olio extravergine d'oliva ed un pizzico di pepe nero macinato.

La pesca in apnea è un piacere atavico. Anche se un po' mi è dispiaciuto vedere il polpo contorcersi sulla fiocina, non mi sento in colpa. La morte per predazione è il tipo di morte più comune in natura, la "morte naturale" per eccellenza. Se non l'avessi ucciso io, con tutta probabilità sarebbe stato predato da qualche murena (le murene sono ghiotte di polpi), ed anche io faccio parte dell'ecosistema tanto quanto la murena.

NB: ovviamente sono in possesso di regolare permesso di pesca, rilasciato dalla capitaneria di porto.

mercoledì 24 luglio 2013

Effetto Gregge al Semaforo

Da tempo sostengo che le capacità intellettive della massa sono nettamente inferiori alla media degli stessi individui che la compongono.
Ho riscontrato osservazioni molto simili in Psicologia delle Folle di Gustave Le Bon, saggio illuminante, la cui validità delle precoci teorie è oggi indubbiamente dimostrabile attraverso facebook.

Credo di aver individuato una delle possibili cause responsabili del drastico abbassamento delle capacità intellettive della massa rispetto all'individuo isolato.

In città, specie durante le ore di punta, i pedoni si accalcano di fronte ai semafori in attesa di attraversare la strada. In tali occasioni ho notato che, se un pedone decide incautamente di attraversare con il rosso, altri lo seguono mettendosi a repentaglio, come in preda ad una sorta di riflesso condizionato.

Traffic Light Euro


I singoli individui, nella collettività, tendono ad affidarsi acriticamente alle valutazioni altrui. Ho pensato che "effetto gregge" sia un nome appropriato per questa reazione.

Artgate Fondazione Cariplo - Carcano Filippo, Il gregge o L'Umanità
Quadro intitolato Il gregge (L’Umanità) di Filippo Carcano, del 1906.


L'effetto gregge risulta deleterio giacché spesso concorre con l'effetto Dunning-Kruger: in sostanza, secondo l'effetto Dunning-Kruger, coloro che più facilmente prendono decisioni, sono i più sprovveduti, mentre gli esperti indugiano proprio perché consapevoli della complessità di certe questioni; pertanto la massa, a causa dell'effetto gregge, tende a seguire ciecamente le cattive decisioni prontamente adottate dagli sprovveduti.

L'effetto Dunning-Kruger è stato anticipatamente intuito da Bertrand Russell:
The whole problem with the world is that fools and fanatics are always so certain of themselves, and wiser people so full of doubts.

E da Charles Bukowski:
The problem with the world is that the intelligent people are full of doubts, while the stupid ones are full of confidence.

C'è da chiedersi come mai l'effetto gregge sia stato promosso dalla selezione naturale, se corresponsabile di conseguenze dannose. Forse si tratta di una vestigia, un comportamento che fu utile in un contesto diverso da quello attuale: i nostri progenitori vissero per milioni di anni in piccole tribù nomadi, nelle quali le gerarchie dovevano essere ben definite, perciò, presumibilmente, il gruppo traeva vantaggio (in termini di sopravvivenza) dal seguire senza esitazioni le decisioni del capo, emulandone le azioni.

Per accertarmi di non aver, come si suol dire, scoperto l'acqua calda, ho cercato in rete ed ho trovato che in effetti il comportamento che ho descritto è già stato teorizzato in etologia e denominato per l'appunto Comportamento del gregge.

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