domenica 9 marzo 2014

Sulla Naturalezza della Dieta Vegana

Una pervicace propaganda pseudoscientifica vuol far credere che la dieta naturale dell'uomo sia quella vegana.

Se la dieta vegana fosse naturale, gli alimenti dovrebbero trovarsi in natura.

Ed invece le piante di cui si ciba l'uomo non esistono in natura: sono varietà ottenute mediante selezione artificiale.

L'illustrazione mostra la derivazione di diverse varietà domesticate (Broccoli, Cavolfiore, Cavolo, Rapa) da un unico progenitore selvatico.


[Tratto da W.K. Purves, D.Sadava, G.H. Orians e H.C. Heller, Processi Evolutivi, ed. Zanichelli]

L'ereditarietà dei caratteri è un fenomeno osservabile, evidentemente noto sin dagli arbori dell'agricoltura: ad ogni raccolto i contadini sceglievano le sementi in base alle qualità desiderate, allo scopo di migliorare il raccolto successivo. Operando in tale maniera, nel corso dei secoli, l'uomo ha inconsapevolmente guidato l'evoluzione delle moderne varietà domesticate.

Lo studio della Selezione Artificiale è il punto di partenza scelto da Charles Darwin per l'esposizione della sua celebre teoria.


[Tratto da Charles Darwin, L'Origine delle Specie]

Grazie alla selezione artificiale, la resa (quantità di produzione) e l'apporto nutritivo (in termini di dimensione del frutto) sono aumentati. Il sapore gradevole è legato alla presenza di zuccheri, di conseguenza la selezione basata sul sapore ha aumentato l'apporto calorico.

Tuttavia, essendo state coltivate per innumerevoli generazioni in un ambiente manipolato dall'uomo (aratura, irrigazione, fertilizzazione) al fine di favorirne la crescita, le varietà domesticate hanno perso la capacità di sopravvivere autonomamente: se l'uomo smettesse di coltivarle, si estinguerebbero. Certune hanno persino perso la capacità di riprodursi a causa dell'impollinazione manuale e della semina. Le più resistenti verrebbero comunque rapidamente sopraffatte dalla vegetazione spontanea infestante nella competizione per la nicchia ecologica.

La sola vegetazione spontanea (quella naturale) non sarebbe sufficiente a sopperire al fabbisogno umano. Infatti l'uomo del paleolitico era necessariamente un cacciatore, sebbene integrasse la dieta con la raccolta di vegetazione commestibile (molte piante sono velenose o indigeste).

La seguente fotografia mostra la "pannocchia" dell'antenato selvatico del granturco.

Teosinte seeds 3
[Teosinte, fotografia di Frank N. Foode, fonte]

Quindi, la dieta vegana non è naturale, al contrario è permessa dalla manipolazione della natura.

Una manipolazione che non riguarda soltanto la domesticazione, ma anche l'introduzione di specie alloctone. Gli areali d'origine (luoghi di provenienza) dei progenitori selvatici delle rispettive varietà, sono situati in aree geografiche molto distanti fra loro, in continenti diversi, separati da oceani, deserti, ghiacciai e catene montuose, perciò non è affatto naturale che si ritrovino coltivate tutte assieme nello stesso orticello.

Per compensare la mancanza di carne dalla dieta, i vegani necessitano di un'ampia diversità di Piante, la quale è stata assicurata dall'introduzione di specie aliene (che non vuol dire "extraterrestri").

Se i vegani che vivono in Europa dovessero rinunciare ai prodotti delle specie originarie di altre aree geografiche, in virtù della naturalezza della propria dieta, gli rimarrebbe ben poco da mangiare.


[Tratto dal Quaderno di Educazione Ambientale N.57, del WWF, fonte]

Un ulteriore tecnica, che ha agevolato la possibilità di intraprendere la dieta vegana, è la coltivazione in serra. La naturale stagionalità delle piante comporterebbe l'assenza di alcuni ortaggi per periodi prolungati, sottoponendo i vegani a carenze alimentari. Ma, grazie al microclima artificialmente riprodotto all'interno delle serre, le piante crescono rigogliose anche quando fuori nevica.

Tutto questo è naturale?


[Greenhouse, fotografia di Max Wahrhaftig, fonte]

I pomodori freschi presenti sui banchi dei supermercati in pieno inverno, provengono da serre o sono importanti da paesi tropicali (trasportati per mezzo di navi mercantili e camion).

Mi sono limitato a considerazioni di carattere qualitativo, entrando nel merito delle quantità necessaria a soddisfare la domanda, il ruolo fondamentale è svolto dalla meccanizzazione dell'agricoltura (trattori, mietitrebbia, ecc.) e dalla chimica (diserbanti)... e non venite a dirmi che tanto voi mangiate "bio", perché data la scarsa resa, tale modalità di agricoltura richiede vaste superfici di terra e non risulta dunque sostenibile.

Si noti bene che non è mia intenzione sconsigliare l'adozione della dieta vegana (non è mia competenza farlo), il presente articolo ha il proposito di confutare la disinformazione secondo cui il veganismo sarebbe la dieta naturale dell'uomo.

I vegani sembrano ignorare che la loro scelta di rinunciare al consumo di carne è resa possibile dall'alterazione della natura compiuta dall'uomo a vantaggio di se stesso (antropocentrismo?)




Per rispondere alle prevedibilissime obiezioni mosse dai fanatici che ripetono acriticamente i soliti slogan "l'uomo non è carnivoro perché non ha i canini da predatore" e bla bla bla, rimando ad un mio precedente articolo intitolato Inversione del Processo Conoscitivo.

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