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L'Origine Evolutiva della Danza

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Perché balliamo? Qual è l'origine evolutiva della danza? A cosa serve ballare? Ballare non apporta alcun vantaggio in termini di aumento delle probabilità di sopravvivenza, semmai, essendo un dispendio apparentemente inutile di energia, riduce le probabilità di sopravvivenza piuttosto che aumentarle. Quindi com'è possibile che la Selezione Naturale abbia portato alla comparsa di tale comportamento? La risposta, a mio avviso, va cercata nella Selezione Sessuale (altra teoria Darwiniana meno celebre rispetto alla selezione naturale). Ballare è una manifestazione di buono stato di salute, di prestanza fisica e di buona coordinazione muscolare. Gli individui in stato di malattia, di inedia o con l'apparato locomotore compromesso, non riescono a ballare, o se ballano evidenziano le proprie disfunzioni. Plausibilmente, i nostri antenati che iniziarono a ballare, furono scelti come compagni (partner) sessuali, e quindi trasmisero il "gene della danza" alle genera...

Evoluzione e Complessità

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Siamo portati a pensare che l'evoluzione proceda in direzione dell'aumento di complessità. Questo non è necessariamente vero: l'evoluzione procede verso l'adattamento all'ambiente, ciò coincide spesso con un aumento di complessità dell'organismo, ma non sempre. Possono presentarsi circostanze in cui una riduzione della complessità rappresenta un vantaggio. Il caso dei Platelminti è esemplare. I Turbellari sono animaletti marini che conducono vita libera, quindi sono dotati di apparati respiratori e digerenti, di una livrea variopinta, di organi di senso e di un sistema nervoso ben sviluppato. Dagli antenati degli attuali Turbellari hanno avuto origine per cladogenesi (ossia separazione dei percorsi filogenetici dovuta a speciazione) i Cestodi (il verme solitario, per intenderci) i quali conducono vita parassitaria. I Cestodi sono organismi molto semplici: il capo è differenziato in scolice (struttura che aderisce ai tessuti dell'ospite) ed il resto del corpo...

Le Conseguenze di un'Indigestione Cellulare

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Sbalordisce realizzare quanto singoli eventi, che apparirebbero insignificanti nel momento in cui si verificano, hanno conseguenze di tale portata da plasmare un intero pianeta. Quando, miliardi di anni fa, un organismo unicellulare, uno fra i tanti vagabondi del mare, anziché digerire la preda fagocitata la trattenne al proprio interno come simbionte, diede inizio ad un percorso evolutivo che nel lungo periodo avrebbe radicalmente trasformato l'aspetto della Terra. Le piante che ricoprono il nostro pianeta, produttrici di ossigeno e alla base della catena alimentare, che permisero agli animali di colonizzare le terre emerse evolvendo nelle molteplici forme che conosciamo, discendono tutte dalla fortuita indigestione di quell'organismo ancestrale. Cloroplasti all'interno di cellule vegetali, ingrandimento x400, fotografia che ho ottenuto poggiando l'obiettivo della fotocamera sull'oculare del microscopio e che ho reso disponibile su Wikimedia .

Morra Ecologica

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Il rapporto ecologico che si instaura tra specie K strateghe e specie r strateghe può essere esplicato attraverso il gioco della morra cinese. Le forbici che battono la carta rappresentano le specie K che prevalgono sulle specie r. Il sasso è il disturbo ambientale che batte le forbici ma che viene superato dalla carta. L'ombra proiettata delle specie arboree (forbici) impedisce la crescita delle specie erbacee (carta) ostacolandone la fotosintesi. Gli incendi (sasso) che distruggono i boschi, promuovono la colonizzazione da parte delle specie erbacee, le quali si riproducono più velocemente delle arboree. Col passare del tempo, le specie arboree, la cui crescita è lenta, riconquistano il suolo scacciando le erbacee.

Primo Viaggio a Piedi

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Dal 10 al 16 Agosto ho affrontato un viaggio a piedi da Ancona alle Gole dell'Infernaccio (100 chilometri esatti), da lì ho poi proseguito fino a Capo Tenna e successivamente fino all'Eremo di San Leonardo e alla cascata nascosta. Ho ammirato la bellezza dei monti Sibillini. Ho dormito dentro un sacco a pelo su un'amaca, la mattina mi lavavo i denti con spazzolino e bottiglia d'acqua, mi sono alimentato con un Mars e qualche biscotto al giorno, ho fatto più volte il bagno nel torrente Tenna. All'andata ho rifiutato ben tre passaggi, ero determinato a percorrere l'intero tragitto a piedi. Al ritorno invece ho preso l'autobus da Montemonaco ad Ascoli Piceno e da lì il treno per Ancona (tre giorni per l'andata, circa tre ore per il ritorno). È stata una bella esperienza, un banco di prova per un viaggio più lungo. Mi sono sentito libero e a contatto con la natura. Molti dei limiti che ci poniamo sono fittizi.