martedì 11 ottobre 2011

Le Non-Risposte

Come fa la Terra a non cascare giù?

Secondo la mitologia induista la Terra non cade perché poggia sul dorso di quattro elefanti, i quali non cadono perché sono sorretti da una tartaruga che a sua volta è sostenuta da un serpente.

Ma questa serie di risposte, giusta o sbagliata che sia, soddisfa la domanda?

Personalmente non mi sarebbe parsa una risposta valida nemmeno nel caso non fosse stata ancora smentita dalla circumnavigazione del globo terrestre da parte di Magellano e dall'enunciazione della legge di gravitazione universale da parte di Newton.
Non è una risposta, bensì un espediente per procrastinare la domanda, poiché ad essa consegue implicitamente un ulteriore domanda, ossia “come o su cosa si regge il serpente?”, la quale in definitiva è identica all'originale: serpente, tartaruga ed elefanti costituiscono un tutt'uno con la Terra, da cosa è sorretto questo tutt'uno?

[Per approfondimenti sul tema si consulti: Turtles all the way down]


THE TURTLE AND ELEPHANT
Autore: Native Science.


Come si è formata la cellula primordiale?

È stato ipotizzato che cellule primordiali siano giunte sulla Terra trasportate da meteore.
Asteroidi e comete disseminerebbero la vita nello spazio sotto forma di spore batteriche che, precipitando sui pianeti, attecchirebbero qualora trovassero le condizioni idonee.
Questa ipotesi, che prende il nome di Panspermia, è molto in voga poiché colpisce l'immaginario collettivo e perciò viene spesso divulgata da quei giornalisti consapevoli che il successo degli articoli si determina assecondando il lettore piuttosto che informandolo obiettivamente.
Si tratta di una spiegazione seducente poiché appare come un piano appositamente concepito per produrre la vita, dunque compiace il desiderio inconscio, proprio della nostra specie, di possedere dei “genitori”; inoltre lascia adito all'esistenza di numerosi nostri “fratelli” sparsi qui e là per l'universo e quindi mitiga il nostro senso di solitudine.

Le spore batteriche sono un mezzo per sopravvivere a condizioni ambientali proibitive, come temperature estreme, mancanza di acqua o di ossigeno. All'approssimarsi delle condizioni avverse, molte specie batteriche producono una capsula formata da un rivestimento resistente a svariati agenti chimici e capace di schermare da livelli di raggi UV normalmente letali, all'interno di tale capsula vengono isolati i componenti essenziali (DNA e ribosomi). La spora così prodotta entra dunque in uno stato di quiescenza (sospensione dell’attività metabolica) che può durare a lungo, fino al ritorno di condizioni ambientali favorevoli. In laboratorio sono state schiuse con successo alcune spore riposte un secolo prima da antecedenti ricercatori.
Se le spore esistono è perché vi è la necessità, vigente sulla Terra, di superare condizioni estreme. Gli animali possono abbandonare un ambiente sfavorevole, per i microorganismi non è così facile. Il loro Mondo è confinato in una pozzanghera, durante l'estate la pozzanghera evapora ed il suolo diventa rovente, eppure l'inverno successivo gli stessi batteri sono lì ad occupare la nuova pozzanghera, grazie alle spore.
Tuttavia persino le spore batteriche perirebbero nello spazio, considerando i raggi cosmici, la temperatura a 0 gradi Kelvin, ed i lunghissimi tempi necessari a percorrere le distanze spaziali, nell'ordine di centinaia di milioni di anni, per non parlare poi dell'arrivo: l'attrito con l'atmosfera rende la meteora incandescente e l'impatto con il terreno emette un'energia devastante.

La panspermia è rigettata dai biologi, è un'ipotesi proposta dagli astronomi, in particolare uno dei promotori è Fred Hoyle, un astronomo che si ostinava a discettare di biologia pur non conoscendola, come ho già fatto notare in un mio precedente articolo, Universo e Vita.
La panspermia è un assunto, non è corretto chiamarla “teoria scientifica” poiché non si presta a spiegare le evidenze.
L'Autocatalisi proposta dall'eminente biologo Richard Dawkins, forse non riscuoterà consensi sul piano emotivo, ma è di gran lunga più plausibile e soprattutto trova riscontri significativi.

Ritornando al tema principale del post, similmente al caso della credenza indù, la Panspermia non è una risposta alla domanda “come si è formata la cellula primordiale?” bensì un modo di rinviare la questione. Da essa consegue: “come si sono formate le spore sugli asteroidi?”

PIA07269-Mars Rover Opportunity-Iron Meteorite
Meteorite sulla superficie di Marte, foto scattata dal Rov Opportunity. Autore: NASA.


Come ha avuto origine l'universo?

C'è chi postula l'esistenza di un Dio per risponde a tale domanda.

Il celebre filosofo della scienza Bertrand Russell, nel saggio intitolato Perché Non Sono Cristiano, scrive:
Secondo la Chiesa cattolica l'esistenza di Dio può essere dimostrata con la semplice ragione. Questo dogma curioso venne introdotto dalla Chiesa cattolica quando i liberi pensatori cominciarono a sostenere che la mera ragione poteva dubitare dell'esistenza di Dio. La Chiesa cattolica comprese che doveva combattere costoro e stabilì che l'esistenza di Dio poteva essere dimostrata con la ragione enunciando gli argomenti per provarla [...] L'argomento della Causa Prima [...] Ogni cosa di questo mondo ha una causa e, proseguendo nella catena di queste cause, si giunge a una Causa Prima, cioè a Dio [...] Se tutto deve avere una causa, anche Dio deve averla. Se niente può esistere senza una causa, allora perché il mondo sì e Dio no? Questo principio della Causa Prima non è migliore dell'analoga teoria indù, che afferma come il Mondo poggi sopra un elefante, e l'elefante sopra una tartaruga. Alla domanda «E la tartaruga dove poggia?» l'indù risponde: «Vogliamo cambiare discorso?» Non c'è dunque motivo per sostenere che il mondo debba proprio avere una causa e un'origine. Potrebbe anche essere sempre esistito. È soltanto la nostra scarsa immaginazione che vuole trovare un'origine a tutto.

Nel sopracitato brano, Russell fa tacitamente ricorso ad un metodo della logica razionalista denominato Rasoio di Occam, il quale in sintesi prevede l'esclusione di inutili ipotesi aggiuntive ed indica pertanto la scelta della spiegazione meno complicata.
Dalla relativa pagina di wikipedia riporto:
C'è chi sostiene che, in base al rasoio di Occam, è inutile introdurre un dio per spiegare l'esistenza del mondo. Infatti, alla domanda "Perché esiste il mondo?", i credenti dei principali monoteismi rispondono che "Il mondo è stato creato da Dio", ma non essendoci per sua stessa definizione nulla di più potente di questo dio e quindi nulla che possa averlo creato, ne consegue che Dio, a differenza del mondo, è sempre esistito. Ma a questo punto, se è possibile che questo qualcosa sia sempre esistito, perché non anche il mondo? La risposta alla domanda iniziale "Il mondo è stato creato da Dio, il quale è sempre esistito" si semplifica quindi in "Il mondo è sempre esistito". In altri termini è superfluo (e quindi, secondo il rasoio di Occam, sbagliato in senso metodologico) introdurre Dio per spiegare l'esistenza del mondo. Altri (come Kant) hanno però obiettato la riduttività della tesi, nel senso che la spiegazione corretta della realtà non è necessariamente la più semplice. [fonte]

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