domenica 13 marzo 2011

Pensiero Critico e Credulità Popolare

L'assenza di pensiero critico è alla base della credulità popolare.

I social network, sopratutto facebook, sembrano fornire un efficace mezzo di diffusione per bufale, fenomeno dovuto alla mancata applicazione di pensiero critico da parte degli utenti.
Ricordo che tempo addietro rimasi sbalordito dal numero degli iscritti ad un gruppo di facebook il cui proposito era quello di protestare contro una pratica dalla dubbia esistenza: " Fermiamo l'utilizzo di cani vivi come esca per gli squali! "

Decine di migliaia di utenti aderivano al gruppo, molti lasciavano commenti di sdegno nei confronti della proverbiale "crudeltà umana", nonostante non venisse fornita alcuna prova convincente dell'esistenza di tale pratica, ad eccezione della foto e del video che riporto di seguito. "Prova convincente" assume qui un significato relativo, dato che, evidentemente, tali immagini sono bastate a convincere un consistente numero di internauti.

Com'è possibile non dubitare dell'autenticità di questa foto?!


L'amo perforerebbe il muso senza provocare alcuna lesione (sanguinamento, arrossamento o gonfiore), da ciò se ne deduce che l'adesione è esterna, lo spuntone è incollato sulla pelle, oppure potrebbe trattarsi di un fotomontaggio. Inoltre, non è difficile intuire che il posizionamento dell'amo non è efficace: l'amo, conficcato in un punto talmente marginale, perderebbe presto l'esca (in questo caso il cane) per via delle forze d'attrito a contatto con l'acqua. Per di più la preda (in questo caso lo squalo) addenterebbe l'esca senza impigliarsi all'amo. È chiaro che l'amo, per le suddette ragioni, debba venire conficcato nella parte interna dell'esca, in questo caso nella pancia del cane. Non mi pare necessario essere pescatori esperti, è sufficiente una semplice osservazione per accorgersi che la foto non costituisce una prova attendibile.

Evidentemente il trasporto emotivo, suscitato da notizie del genere, impedisce il ragionamento, fenomeno che, in circostanze diverse, considero parecchio preoccupante: le folle linciatrici, ad esempio, non distinguono tra accusa e colpevolezza, e tanto meno si curano della validità delle prove. Ogni volta che assisto a simili reazioni emotive, mi convinco sempre più di quanto sia auspicabile riservare l'emotività alla contemplazione del raziocinio.

Chi ha esperienza di pesca può ulteriormente notare l'assenza dell'ardiglione (componente fondamentale dell'amo) quindi in realtà non si tratta nemmeno di un finto amo bensì di un finto gancio (o forse un finto amo fatto male). Un esperto pedante aggiungerebbe che la lenza non è annodata all'amo nella maniera corretta (come farebbe un vero pescatore), un nodo del genere non terrebbe, specialmente se sottoposto alla trazione generata dal peso di uno squalo della stazza proporzionale all'esca adoperata.

Il video mostra un canile qualsiasi, accompagnato da una motivetto triste di sottofondo, nulla che testimoni l'esistenza della pratica in questione.

A prescindere dalle immagini, sorgono dubbi sui vantaggi di tale attività: perché preferire cani vivi quando tranci di pesce sanguinante sarebbero molto più efficaci, nonché più maneggevoli e facilmente reperibili? Forse perché i cani randagi, al contrario delle esca tradizionali, sarebbero gratuiti? È noto che il costo maggiore della pesca, sia di quella industriale sia di quella sportiva, è rappresentato dal consumo di carburante per le imbarcazioni, mentre la spesa relativa alle esce non è incisiva. Non mi pare un granché sensato sprecare tempo girovagando per le strade in cerca di cani randagi o addirittura allevarli a tal fine... o forse sarà che quei pescatori sono favoriti dalla complicità dei canili con ospiti in esubero?!? Ma in tal caso, sarebbe sensato rischiare di venire perseguiti penalmente per risparmiare sul costo delle esche?! Si consideri inoltre la difficoltà di trasportare a bordo cani e di infilare l'amo rischiando di essere morsi, tanto più che, come mostra l'immagine, l'amo viene applicato sul muso.

E poi, possibile che i telegiornali si siano lasciati sfuggire una notizia così succulenta, che avrebbe certamente riscosso ascolti elevati?!

In merito ci fu anche una ridicola discussione su yahoo answers.

Ricordo che al tempo mi chiesi quale fosse lo scopo di ingannare decine di migliaia di persone: una semplice burla di qualche buontempone? Un esperimento sociologico, forse per una tesi di laurea? Una truffa per l'invio di donazioni in paesi esteri non soggetti a controlli fiscali? Uno stratagemma per raccogliere un bacino di consumatori a cui inviare messaggi pubblicitari?

Attualmente il gruppo è scomparso, non è più reperibile inserendo il nome nella ricerca di facebook, tuttavia sono comparsi altri gruppi cloni che non hanno però raggiunto la medesima diffusione del precedente.

Tramite ricerca su google ho scoperto che la bufala è di livello internazionale e probabilmente si è originata all'estero e successivamente si è diffusa in vari paesi tra cui l'Italia. Su facebook esistono diversi gruppi in lingua inglese, intitolati "Stop the Use of Dog as Live Shark Bait" e titoli affini.

Aldilà della bufala e della credulità popolare, rimane l'amarezza nel constatare quanto la gente sia maggiormente propensa ad interessarsi a questioni futili trascurando i veri problemi dell'umanità.

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