domenica 27 giugno 2010

Osserviamo l'Osservatore

La Superstizione consiste nel porre in relazione eventi indipendenti, ed è da considerarsi come aberrazione del normale processo di apprendimento.

L'intuito è spesso forviante quindi, per riconoscere una superstizione, è necessario ricorrere alla Statistica Inferenziale.

Prodotti emblematici della superstizione sono l'Omeopatia, l'Astrologia, i Miracoli.



La Gabbia di Skinner


Burrhus Frederic Skinner fu uno psicologo americano, celebre per aver ideato l'omonima gabbia, un sistema elaborato allo scopo di studiare l'apprendimento. Skinner sperimentò con successo la propria invenzione su Uccelli (in particolare piccioni) e Mammiferi (in particolare topi). Il modello base della gabbia comprende una leva collegata ad un meccanismo che provoca l'erogazione del cibo. Quando la cavia viene posta all'interno della gabbia, inizia a perlustrare l'ambiente fin quando casualmente, pigiando la leva, aziona il rilascio del cibo. In breve, la cavia intuisce la sussistenza del rapporto di causa ed effetto tra il premere la leva e l'erogazione del cibo, ed impara a fare uso di tale meccanismo.
Porre in relazione gli eventi è la prima fase dell'apprendimento in senso neurobiologico.

Il video mostra una cavia che ha già imparato a fare uso della leva.




Partendo dal modello base, Skinner concepì diverse varianti della gabbia, alcune dotate di una serie di tasti che azionavano l'erogazione del cibo soltanto se premuti in una determinata sequenza, altre gabbie ancora furono dotate di luci ad intermittenza. Si osservò che i topi ed i piccioni sono capaci di imparare e memorizzare diverse combinazioni, anche piuttosto lunghe e complesse e a distinguere diversi segnali luminosi.

Il seguente video mostra alcune varianti della gabbia, illustrate dallo stesso Skinner.




Tutt'oggi la Gabbia di Skinner è ampiamente utilizzata e ne esistono numerose versioni mirate ad osservare diverse abilità.
Nei maiali, ad esempio, è stata osservata la capacità di collaborare per risolvere problemi comuni. L'esperimento consiste nel porre due maiali in un'ampia gabbia di Skinner, nella quale la mangiatoia è chiusa da un coperchio che può essere sollevato azionando la leva. Non appena la leva viene rilasciata, il coperchio torna a chiudersi, perciò per mantenere il coperchio sollevato, è necessario mantenere la leva costantemente abbassata. La leva è posta ad una distanza dalla mangiatoia tale da impedire ad un singolo maiale di tenerla premuta e mangiare al contempo. I due maiali dell'esperimento, una volta intuito il meccanismo, risolvono il problema dandosi il cambio: mentre uno mangia l'altro tiene premuta la leva e viceversa.

Questo è soltanto un esempio che mostra la versatilità a cui si presta la gabbia di Skinner, ma evitiamo di divagare e torniamo al tema principale dell'intuito e dell'apprendimento che ne consegue.
Tra i vari esperimenti condotti da Skinner, ve ne fu uno dagli esiti particolarmente interessanti: un piccione venne riposto in una gabbia nella quale non c'era alcuna leva da premere. L'erogazione del foraggio avveniva ad intervalli di tempo casuali ed indipendenti dall'azione della cavia.

Cosa avvenne?

Skinner osservò la propensione della cavia ad associare una propria azione, casualmente compiuta nell'istante precedente all'erogazione del cibo, come causa della comparsa del cibo stesso. Ad esempio, se il piccione stava roteando su se stesso, o voltando la testa da un lato, o distendendo le ali, in coincidenza dell'erogazione del cibo, propendeva a considerare la comparsa del cibo come conseguenza di quel particolare movimento del corpo. Tale esperimento sortì il medesimo risultato anche sui topi. Le cavie influenzate dall'intuizione errata, ripetevano gli stessi movimenti in continuazione, come impazziti, aspettandosi da un momento all'altro di provocare il rilascio del foraggio. Questo è ciò che lo stesso Skinner chiamò Comportamento Superstizioso.

La superstizione è frutto di un'intuizione sbagliata, è un'anomalia del normale processo d'apprendimento, consiste nell'associare una causa ad un effetto quando nella realtà non sussiste alcun nesso causale.

Insistendo con la ripetizione del gesto superstizioso, aumentava la probabilità che tale gesto coincidesse con le erogazioni successive e, quando ciò avveniva, il comportamento superstizioso ne risultava rinforzato.
Al contrario, i tentativi falliti di ottenere il foraggio, non dissuadevano le cavie dal comportamento superstizioso. Le cavie tendevano a scartare i casi nei quali il gesto non sortiva alcunché mentre attribuivano valore a quei più rari casi in cui il gesto superstizioso coincideva con la comparsa del cibo. La persistenza ha il suo significato evolutivo, se ad esempio i predatori abbandonassero una strategia di caccia al primo tentativo fallito, rischierebbero di rinunciare ad una tecnica che in seguito potrebbe dimostrarsi efficace.

La gabbia di Skinner è un modello semplificato dell'ambiente: gli animali mettono in relazione gli eventi come farebbero in Natura.




La Superstizione è un'aberrazione etologica.

Non v'è alcuna relazione tra l'erogazione del foraggio e l'agire del piccione.

Non v'è alcuna relazione tra le preghiere e la guarigione.

Non sussiste alcun rapporto di causa ed effetto tra la guarigione e l'assunzione di "cure" omeopatiche.

Non esiste alcuna relazione tra la posizione delle stelle nel firmamento al momento della nascita e gli eventi della nostra vita o le caratteristiche della nostra personalità.

Ma come si fa ad escludere che queste conclusioni non siano a loro volta frutto di superstizione?
Avvalendosi degli strumenti messi a disposizione dalla Scienza.



Inferenza Biometrica


Al Mondo è possibile commettere soltanto due tipi di errore:
  1. Considerare una cosa vera quando in realtà è falsa.
  2. Considerare una cosa falsa quando in realtà è vera.

I matematici, colti da uno sprazzo di fantasia, hanno chiamato questi due tipi di errore:
errore di tipo I ed errore di tipo II (che fantasia questi matematici! Vero?!)

Poiché la complessità degli organismi non consente di ottenere risultati univoci come accade in Fisica, in Biologia è necessario avvalersi dell'analisi Statistica.

Quando viene somministrato ciò che si ritiene un potenziale rimedio ad una malattia, possono verificarsi due casi opposti:
  1. La cavia guarisce, o le sue condizioni migliorano;
  2. La cavia muore, o le sue condizioni peggiorano.

Per ognuno dei due eventi, potremmo incorrere in un errore di tipo I o di tipo II.
Per ciò che concerne il punto 1, è necessario prendere in considerazione che la cavia possa guarire indipendentemente dal farmaco che gli è stato somministrato: l'organismo potrebbe reagire in maniera del tutto autonoma a prescindere dal farmaco che perciò sarebbe inutile. In tal caso la guarigione della cavia e la somministrazione del farmaco sarebbero eventi indipendenti, una coincidenza.
Per quanto riguarda il punto 2, bisogna tenere in considerazione che la morte della cavia possa non essere legata alla malattia ma ad un'eventuale tossicità del farmaco oppure ad altri fattori indipendenti sia dal farmaco che dalla patologia in esame.
Per scongiurare questo tipo di errori e valutare l'effettiva efficacia di un farmaco, è necessario testarlo su un adeguato numero di cavie, per un adeguato periodo di tempo. Se la maggior parte delle cavie risponde positivamente alla somministrazione del farmaco sperimentale, allora gli errori di tipo I e di tipo II possono ritenersi scongiurati.

Nei pazienti umani, le cose risultano piuttosto complicate. La psiche umana ha una grande influenza sul benessere dell'organismo e convincersi che una cosa fa bene aiuta la guarigione, si chiama effetto Placebo.
Per accertarsi dell'efficacia del farmaco è necessario rimuovere l'influenza apportata dall'effetto placebo sul risultato finale, a tal proposito si applica la sperimentazione a doppio cieco randomizzato.
Un certo numero di finti farmaci - placebo appunto - vengono sostituiti e confusi al farmaco sperimentale. Alcuni pazienti che pensano di prestarsi ad una cura sperimentale, in realtà si ritrovano ad assumere esclusivamente dei placebo, pillole prive di contenuto.
Il doppio cieco è un inganno necessario.
Né il paziente né tanto meno il medico sono in grado di distinguere il vero farmaco, comprensivo del principio attivo, dal placebo. Soltanto il ricercatore conosce ogni dettaglio della sperimentazione. È importante che il medico non sia messo al corrente della ripartizione tra farmaco e placebo, poiché persino un eventuale atteggiamento ottimista (tradire un'espressione del viso, il tono della voce, ecc.) del medico potrebbe innescare un effetto placebo nel paziente.
Se il numero di pazienti guariti ai quali è stato somministrato il farmaco autentico, risulta nettamente superiore al numero di pazienti guariti ai quali è stato somministrato il placebo, allora il farmaco è efficace. Viceversa, se il numero di pazienti guariti ai quali è stato somministrato il farmaco autentico, risulta pressoché uguale al numero di pazienti guariti ai quali è stato somministrato il placebo, allora il farmaco è da considerarsi inefficace.
In questo modo si riesce a mettere scientificamente in relazione causa ed effetto.

La Statistica Inferenziale pone il discrimine tra Medicina e Stregoneria.

La Medicina accoglie tutto ciò che cura. Se l'Omeopatia non è accettata dalla Medicina ufficiale, è perché essa non supera il procedimento biometrico che ho sinteticamente descritto. Se lo superasse, entrerebbe tranquillamente a far parte della Medicina. Il termine "Medicina Alternativa" è un ossimoro privo di valore, esiste solo una Medicina, tutto il resto è superstizione skinneriana. Nella Scienza Non esiste un'autorità arrogante (come certa gente crede) che stabilisce cosa è o cosa non è Scienza, o in questo caso cosa è o cosa non è Medicina.
È Scienza tutto ciò a cui è applicabile il Metodo Scientifico.
Sono farmaci tutte quelle sostanze che superano le apposite verifiche scientifiche.

Gli improbabili rimedi dello sciamano, ovvero la naturopatia, sono superstizioni skinneriane.
Se i rimedi proposti dalla medicina alternativa fossero davvero efficaci, supererebbero l'iter della sperimentazione biometrica e verrebbero quindi integrati nella Medicina.

Spesso, in merito all'omeopatia, si sente dire: «io l'ho provata e funziona».
Il fatto che si tragga beneficio dall'uso dell'omeopatia non significa che l'omeopatia funzioni: il contributo dell'omeopatia alla guarigione è esattamente equivalente a quello di un placebo, né più né meno.
Inoltre, anche andando per logica: l'omeopatia consiste nel diluire una sostanza (presunto farmaco) in parecchi ettolitri d'acqua, è ovvio che l'efficacia verrà ridotta in funzione della diluizione, fino all'annullamento.

I creduloni costituiscono una massa enorme, di conseguenza offrono un'eccellente opportunità commerciale per gente priva di scrupoli. Nel caso specifico dell'omeopatia, l'affare è particolarmente vantaggioso, considerando il costo del prodotto (acqua) ed il ricavo: il prezzo è decisamente esorbitante se commisurato al costo di produzione. Gli spacciatori di omeopatia andrebbero arrestati per reato di circonvenzione di incapace e per truffa aggravata dalla spregevole speculazione sullo stato di malattia.

Uguale criterio inferenziale andrebbe applicato alle presunte guarigioni miracolose.
Ogni anno masse di devoti si riversano nei luoghi di culto, come Lourdes o Pietrelcina, allo scopo di supplicare la propria guarigione o quella di un caro. Quando, di tanto in tanto, qualcuno guarisce, si grida immediatamente al miracolo! In realtà una tale guarigione rientra perfettamente nelle normali statistiche: esiste una probabilità, seppur minima, di guarire persino dagli stadi terminali di una patologia mortale. La cosiddetta remissione spontanea è un evento contemplato nello spazio campionario e non ha nulla a che vedere con l'essersi recati al santuario. La persona sarebbe guarita comunque. La visita al santuario e la relativa supplica sono del tutto ininfluenti sull'esito della patologia - eventi indipendenti - la preghiera può contribuire tuttalpiù per mero effetto placebo. I devoti dovrebbero prendere in considerazione la stragrande maggioranza dei casi in cui il pellegrinaggio non sortisce alcun effetto, anziché porre l'attenzione su quei rarissimi casi di guarigione.
Se un farmaco guarisse un paziente su un milione, verrebbe considerato efficace?!
Ovviamente no.
Allora perché quando una guarigione su un milione coincide con la visita al santuario, si attribuisce un nesso causale?!

Se io mi mettessi a predire eventi dalla mattina alla sera, per forza di cose qualcuno lo azzeccherei di certo (sarebbe strano il contrario). Ecco, in quel momento non mi si dovrebbe prendere per veggente, considerando valido l'unico o i pochi episodi nel quale si è effettivamente verificato ciò che ho "predetto", e scartando tutte le volte in cui ho fatto cilecca.

Oltre che con l'ausilio della Statistica Inferenziale, altre tipologie di miracoli si spiegano, in Psicologica: attraverso la suggestione, come nel caso delle presunte apparizioni mariane e dei vari santi.
E non dimentichiamo le frodi, come dipingere lacrime di sangue sui volti delle statue della madonna, o bruciarsi le mani con sostanze caustiche in modo da produrre stimmate.

Quando un presunto "miracolo" non rientra in suddette categorie, allora andrebbe classificato come avvenimento straordinario ed inspiegabile che, in quanto tale, Non dimostra necessariamente la presenza d'intervento divino.
Medesimo approccio razionale dovrebbe valere nei confronti degli avvistamenti UFO (oggetto volante non identificato), per i quali non è dato concludere che si tratti di visitatori alieni.



Credenza


La Credenza è ciò che deriva da un vuoto di conoscenza.

In passato gli uomini attribuivano alla divinità tutto ciò che non riuscivano a spiegarsi, così il movimento del Sole nel cielo era opera di Apollo che ogni giorno lo trasportava su di un carro alato.
Tutt'oggi le persone che ignorano le ragioni dei fenomeni naturali, spesso finiscono con l'inventarsi una qualche fantasiosa spiegazione di comodo, trascurando che fior di scienziati hanno dedicato la propria esistenza alla ricerca della verità.

La Scienza ha trovato molte più risposte di quanto comunemente non s'immagini, ma per apprenderle è necessario studiare la Scienza.

La Religione non supplisce i limiti della Scienza.

Il fatto che la Scienza non spieghi tutto, non legittima il ricorso alla Credenza.

Il fatto che la Scienza non abbia tutte le risposte, non implica che le risposte fornite dalla Religione siano corrette.


Se l'umanità si fosse affidata ai miti, precludendosi ogni indagine, oggi reputeremmo autentica la spiegazione che ne davano del movimento del Sole.



Conclusioni


Osserviamo il Mondo attraverso la consapevolezza scientifica.
Teniamo presente l'umana propensione allo sviluppo della superstizione. Quanto migliorerebbe il Mondo se esperimenti come quello della gabbia di Skinner fossero insegnati fin dalle scuole elementari?! Quanto migliorerebbe il Mondo se l'insegnamento Scientifico prevalesse, o ancora meglio sostituisse, quello Religioso?!

Piuttosto che l'ora di Religione, a scuola bisognerebbe insegnare come non farsi ingannare dalle Religioni. Lo scopo fondamentale della cultura è infatti quello di correggere i difetti umani, non di assecondarli.



Note

Per ulteriori approfondimenti sull'argomento consiglio le seguenti pagine:
Psicologia della Superstizione di Alessandro Zocchi.
B.F. Skinner Foundation - better behavioral science for a more humane world.
Nonché la lettura del saggio L'Arcobaleno della Vita di Richard Dawkins.


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